Sicurezza
Nuovo dirigente alle Terme, c’è il bando
Pdl all’attacco: Sensi e Benedetti chiedono a Comune e Regione di rivedere anche il contratto di Rossi Prodi
MONTECATINI. Pdl scatenato sul bando per l’assunzione di un nuovo dirigente alle Terme e sul compenso (ritenuto troppo oneroso) del direttore dei lavori alle Leopoldine, l’architetto Fabrizio Rossi Prodi. Sul bando, pubblicato ieri nel sito delle Terme, si legge: «È indetta una selezione per un dirigente affari amministrativi, legali, commerciali e tecnici. La scelta del soggetto sarà effettuata sulla base di un colloquio e della valutazione dei curricula». Tra i requisiti: laurea in economia e commercio o laurea magistrale in scienze economico aziendali con votazione minima 105; esperienza lavorativa di livello quadro/dirigenziale di almeno due anni in società il cui numero di dipendenti non sia inferiore a 50 unità. Per l’assegnazione dei punteggi sarà inoltre «tenuta in debita considerazione l’esperienza professionale maturata dal candidato in aziende termali». Ma prima ancora della pubblicazione del bando il capogruppo consiliare del Pdl Riccardo Sensi aveva già presentato una mozione. Vi si legge: «Constatata la drammaticità dei conti aziendali; verificata l’ineludibilità di sacrifici per i lavoratori; esprimiamo indirizzi al sindaco e alla giunta affinché: venga chiesta con decisione la revisione del contratto con Rossi Prodi, non il 3,2% su oltre 16 milioni di euro (circa 550mila euro), ma il 10% o il 15% su ciò che farà risparmiare alla società nell’esecuzione dei restanti lavori alle Leopoldine; vogliano vigilare per impedire assunzioni di dirigenti alle Terme perché in questo momento oltre che non essere opportuno, visto lo stato di crisi aziendale, sarebbe anche immorale, attesi i sacrifici che si chiedono ai lavoratori».
Affidamento diretto della direzione dei lavori alle Leopoldine con un compenso aumentato di oltre il 200% e «urgenze gestionali che porteranno all’assunzione di un nuovo dirigente a tempo indeterminato» alle Terme: sono questi, poi, i due temi sui quali si incardina l’interrogazione con cui il vicepresidente del consiglio regionale Roberto Benedetti (Pdl) invita la giunta regionale a esprimersi con valutazioni e spiegazioni. Benedetti sollecita la Regione su tre quesiti specifici: «Con quale criterio – domanda in prima battuta – si è deciso di affidare direttamente l’incarico di direzione dei lavori (per un importo complessivo che potrebbe superare i 500mila euro) senza una procedura di evidenza pubblica»? E ancora: «Stante la difficile situazione della società termale, non si ritiene fuori luogo aumentare il compenso per la direzione dei lavori di oltre il 200%?» Infine c’è la questione della nuova assunzione: «Quali sono – chiede Benedetti – le urgenze gestionali che porteranno all’assunzione di un nuovo dirigente, a tempo indeterminato, in un momento in cui l’azienda dovrebbe cercare di contenere al massimo spese e costi ordinari, oltre a valorizzare maggiormente il personale già in forza all’azienda?». Proprio dallo stato contabile e patrimoniale della società Benedetti parte per la ricostruzione narrativa del suo documento: «La situazione economica delle Terme – si legge nell’interrogazione – continua a essere di seria difficoltà. La stima di spesa per la ricostruzione delle Leopoldine, con realizzazione di piscina termale e strutture annesse, è salita a 28 milioni di euro. Il nuovo modello societario di governance da poco deciso da Comune e Regione prevede la presenza di un amministratore, di un consulente regionale e di un tecnico, incidendo sui costi di gestione. Il progetto del nuovo stabilimento, a suo tempo affidato allo studio Fuksas, ha avuto un costo di quasi un milione di euro». La giunta regionale risponderà all’interrogazione entro 60 giorni.
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