La manifestazione
Finisce in Parlamento il “caso Strulli”
Partendo dalle polemiche sul ripetitore monsummanese Fanucci (Pd) presenterà un’interrogazione sulla normativa
MONSUMMANO. Il caso delle antenne di telefonia mobile, venuto a galla soprattutto con l’attivismo del Comitato quartiere stadio Strulli, assume oggi un carattere nazionale. La questione dei rischi dovuti all’elettromagnetismo è infatti al centro di un’interrogazione parlamentare (depositata il 2 luglio) a firma del deputato pistoiese del Pd Edoardo Fanucci e dell’omologa (eletta a Novara) Franca Biondelli. I due politici chiedono al ministro della Salute di abrogare l’attuale legge in materia, approvata nel dicembre 2012, per tornare alla vecchia normativa di riferimento.
«La nuova legislazione – spiega Fanucci – prevede che i limiti da non superare siano intesi con una media calcolata nell’arco delle 24 ore e non più in un intervallo di sei minuti. Il rischio è quello di esporre le persone a livelli più alti del campo elettromagnetico per limitati periodi di tempo nell’arco della giornata. Gli enti locali sul tema hanno pochi margini di intervento e Monsummano ha fatto tutto quello che poteva fare, per questo io rilancio la discussione in Parlamento».
Per regolamento dell’aula, il ministro Beatrice Lorenzin ha 30 giorni di tempo per rispondere all’interrogazione. Per prassi consolidata, ci vorranno almeno un paio di mesi. Ma tant’è, l’importante è che i ripetitori e i loro effetti entrino in qualche modo nell’agenda del governo. “ì«Noi come amministrazione non vogliamo subire soltanto le norme sulla telefonia – dice il sindaco Rinaldo Vanni – siamo un soggetto attivo, studiamo la questione e facciamo attenzione. Abbiamo addirittura due piani di telefonia mobile, anche se non andiamo contro le nuove tecnologie, ma il nostro compito è valutare e analizzare la cosa in modo costante».
La situazione di Monsummano, quella più “calda” in Valdinievole, è comunque sotto controllo. Lo certificano gli esperti del laboratorio Idis, incaricati di eseguire precise misurazioni ambientali dei campi elettromagnetici. Le rilevazioni hanno coinvolto le aree e gli edifici sensibili: scuole (Arinci, Forti, Donati), piazze e vie (piazza Quattro Novembre e Risorgimento, vie Maneto, Diolaiuti, Ventavoli, viale Martini) e stadio “Strulli”, dove da qualche mese è stata installata una stazione radio base a servizio della Wind. In tutti i casi i valori rilevati risultano nei limiti di legge, tra 0,45 e 0,91 volt per metro.
«Il nostro compito – chiude l’assessore all’ambiente Maria Formica – è anche sensibilizzare la cittadinanza sul pericolo da inquinamento elettromagnetico. Sull’argomento si è appena concluso un corso nelle scuole che sarà ripetuto da settembre con l’obiettivo di educare i ragazzi all’uso dei telefoni cellulari. Vogliamo mantenere alta l’attenzione ricorrendo a tutti gli strumenti a nostra disposizione per difendere l’ambiente e la salute».
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