Gioco
Terme, no bipartisan al bando di assunzione di un nuovo dirigente
Schiavelli: «Il consiglio comunale si era già opposto» Sensi: «Va modificato anche il contratto di Rossi Prodi»
MONTECATINI. Un bando per l’assunzione di un dirigente alle Terme? No, grazie. Dopo l’intervento del consigliere comunale dei Riformisti, Moreno Mencarelli, che paventava appunto l’intenzione dell’azienda di dotarsi di una nuova figura apicale, ecco che sia dall’opposizione come dalla maggioranza gingono dei secchi “no” al progetto. È il caso, ad esempio, del segretario dei MontecatineSì, il gruppo che con il Pd appoggia la giunta. «Una società come le Terme che ogni anno perde più di quanto incassa – sostiene – e che sta chiedendo sacrifici ai propri dipendenti, non può continuare a buttare soldi in compensi per dirigenti. Ricordo che ad oggi la Spa è già dotata di un amministratore unico, un consulente e un direttore dei lavori che (come ha spiegato l’amministratore Raffaelli) costerà quasi 600mila euro. Non capisco il motivo per cui si senta la necessità di un dirigente. E vorrei ricordare che il consiglio comunale si era già espresso negativamente sull’assunzione di nuove figure apicali. E su questo punto non transigo».
Se si passa all’opposizione, la musica non cambia. Riccardo Sensi, capogruppo del Pdl, commenta: «Non mi sembra una cosa opportuna in una situazione come questa». Ma lui va anche oltre e volge lo sguardo al capitolo delle consulenze: «Ritengo che sia stato un grosso errore. E il mio non è un rimprovero a Fabrizio Raffaelli. Anzi, devo dargli atto che si è reso protagonista di un’apertura “storica” in tema di trasparenza, quando ha risposto alle domande poste dalla commissione. E di questo ringrazio anche il vicesindaco Rucco, che è sempre stato presente alle riunioni e lo ha sollecitato a fornire tutti i chiarimenti». A questo proposito Sensi, che della “partecipate” è presidente, si toglie anche qualche sassolino: «Sento parlare di inciuci, ma vorrei ricordare che è solo grazie al lavoro della commissione che la città ha avuto notizie. Devo anche dire che non volevo credere ad alcune delle risposte ricevute. Mi riferisco alle troppe consulenze, e in particolare a quella del direttore delle opere alle Leopoldine, Rossi Prodi, a cui è stato concesso un 3,2% sul residuo dei lavori. Che sarà di ben 16 milioni, per cui alla fine percepirà quasi 600mila euro. Porterò una mozione in consiglio per chiedere che la nuova dirigenza delle Terme riveda il contratto, concedendo a Rossi Prodi una percentuale magari più alta del 3,2% (anche del 10, o del 20), ma legata ai soldi che ci farà risparmiare rispetto al preventivo, non su quelli che dovremo spendere».(a.g.)
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