Il Tirreno

Montecatini

I vigili del fuoco non chiudono

di Maria Salerno
I vigili del fuoco non chiudono

Al momento salta l’accorpamento di Pescia con Montecatini. Parola di sottosegretario all’Interno

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PESCIA. La caserma dei vigili del fuoco di Pescia non chiuderà. Lo ha assicurato il sottosegretario all'Interno, Giampiero Bocci, all'assemblea convocata dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori del corpo dei vigili del fuoco, che si è svolta ieri, , nella sede distaccamento pesciatino. Oltre alla cittadinanza, erano presenti alcune parti sociali del territorio e una folta rappresentanza politico istituzionale. Obiettivo dell'incontro era quello di sensibilizzare la collettività nei confronti dell'ipotesi di accorpamento della sala operativa di Pescia con quella di Montecatini, prevista dal piano di riordino ministeriale del corpo dei vigili del fuoco.

«Il distaccamento di Pescia ha un'importanza strategica - ha sottolineato più volte Marco della Felice, segretario generale della Cisl Pistoia - offrendo un servizio, oltre che localmente anche a tutta l’area limitrofa raggiungibile nel tempo massimo di 20 minuti, a prescindere dai confini amministativi».

“Per chi non conosce il territorio – ha fatto presente Della Felice – adottare il criterio della distanza kilometrica tra le sedi per operare dei tagli potrebbe avere un senso, ma non lo ha per chi il territorio lo conosce e sa benissimo che far scomparire un presidio di intervento tecnico urgente tra Montecatini e Lucca comportenebbe il far pagare dei costi sociali enormi alla cittadinanza».

Non capita di rado, infatti, che per procedure di intervento urgenti nei territori di confine, vedi Villa Basilica, Altopascio, Capannori e altri, il comando di Lucca chieda proprio a Pescia un supporto, che sempre si rivela efficace e tempestivo in ragione della prossimità territoriale.

«Non si capisce perché si dovrebbero accorpare due presidi quando fanno lo stesso numero di interventi – gli ha fatto eco Stefano Spinicci della Cigl – il contenimento della spesa, se necessario, andrebbe fatto secondo un’altra ottica, quella ad esempio di fare convergere risorse del territorio quali ad esempio il servizio di soccorso sanitario, le pubbliche assistenze e simili sotto un’unica struttura così che operino sinergicamente e non in concorrenza».

La questione relativa al probabile taglio della sala operativa di Pescia era già stata inserita all’ordine del giorno del consiglio provinciale, previsto per domani. La consigliera provinciale Siriana Biagini, intervenendo all’assemblea, aveva, persino ventilato l'ipotesi di presentare - tramite i deputati toscani - un’interrogazione in Parlamento. Tutto questo potrebbe, a questo punto, non essere più necessario.

Di fronte al documento, firmato dalle rappresentanze sindacali e dai corpi sociali del territorio, nel quale viene palesato il disappunto nei confronti delle proposte di revisione finora ipotizzate, che come nel caso di Pescia, comporterebbero la chiusura della sala operativa, il sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci e il capo dipartimento Francesco Paolo Tronca si sono impegnati ufficialmente per mantenere il presidio in servizio.

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