Il Tirreno

Montecatini

Piscina alle Leopoldine, il conto adesso sale a 28 milioni di euro

Piscina alle Leopoldine, il conto adesso sale a 28 milioni di euro

Numeri da brividi quelli forniti dall’Au delle Terme alla commissione aziende partecipate E il mutuo con le banche dovrà essere saldato in soli 7 anni. «Senza la Regione avremmo chiuso»

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Un “ritocchino” da 2 milioni nei costi per le Leopoldine (il cui preventivo, ora, è salito a un totale di 28 milioni) portano il “residuo” ancora da investire nello stabilimento a 20-21 milioni di euro. Ma, volendo vedere il bicchiere “mezzo vuoto” (e ieri in tanti, tra i consiglieri comunali, lo hanno fatto), i milioni che mancano all’appello per garantire una certa stabilità alle Terme sono anche di più. L’amministratore unico della società, Fabrizio Raffaelli, aveva promesso tanti numeri nell’aggiornamento della commissione società partecipate, e così è stato.

Operazione verità. È così che l’ha definita Moreno Mencarelli. Concetto ribadito dal presidente della commissione, Riccardo Sensi: «È un appuntamento che aspettiamo da oltre 4 anni: la città ha fame di numeri e di trasparenza».

Incontri e azioni. Raffaelli ha passato in rassegna i prossimi appuntamenti in agenda. «Lo studio Fuksas – ha detto l’Au – entro lunedì ci invierà una nuova perizia. Dopodiché l’obiettivo principale sarà ottenere dalla Regione nel più breve tempo possibile la sottoscrizione dell’aumento di capitale. Poi, la prossima settimana, incontreremo le banche e cercheremo di convincerle a firmare un nuovo accordo. La Cmsa, invece, nelle prossime settimane farà opere preliminari alle Leopoldine per consentire l’ingresso dei mezzi che lavoreranno sui pozzi nei prossimi 2-3 mesi. Infine riapriremo il cantiere».

Costi. Le Leopoldine, come detto, quando saranno terminate saranno costate 28 milioni, compresi gli oneri per lo studio Fuksas (918mila euro) e i costi di fermo cantiere (che però non sono ancora ben definiti). Risultano già pagati 7 milioni, mentre alla Cmsa devono ancora andare 4,1 milioni per opere già realizzate. Devono quindi essere ancora versati oltre 20 milioni (precisamente 16,6 per completare i lavori, una volta saldato il debito verso la Cmsa).

Entrate. L’aumento di capitale della Regione è di 6 milioni (ma si è saputo che 1,6 milioni andranno per saldare le Redi), 8,3 milioni è il mutuo che dovrebbe essere sbloccato dal pool di banche (ma 2,4 milioni sono destinati a sanare le spese correnti), 4,5 milioni arriveranno dalla tassa di soggiorno (ma Raffaelli dice che nel piano industriale questa voce non è prevista), 9,5 milioni dal ministero per i Beni culturali (cifra già ammessa al finanziamento, ma ci sono dubbi sui tempi di erogazione), 4 milioni è un ulteriore finanziamento “rotativo” dalle banche. In totale il mutuo contratto con le banche è di 20,3 milioni, da saldare in (soli) 7 anni: oggi si pagano 450mila euro l’anno, dal 2016 si dovrà cominciare a restituire anche il capitale.

Operazione rilancio. Finiti i numeri è sceso un silenzio di tomba tra i consiglieri, tanto che Eugenio Pancioli ha commentato: «Così non è possibile levarci le gambe». «Io vi capisco, la preoccupazione è legittima – ha detto Raffaelli – ma noi ci proveremo, in quanto ci sono le condizioni per farlo. Qui nessuno vuole sentire parlare di procedure concorsuali: senza l’intervento della Regione avremmo chiuso, ma la nuova impostazione piace anche alle banche e si può ripartire».(d.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web