Il dolore
Nuovo bando per il chiosco nel parco “Aldo Moro”
MONSUMMANO. Il chioschetto nel parco Aldo Moro non lo vuole aprire nessuno. In bianco è finito il primo bando pubblico promosso dall’amministrazione alla ricerca di qualcuno che gestisca (per ora in...
MONSUMMANO. Il chioschetto nel parco Aldo Moro non lo vuole aprire nessuno.
In bianco è finito il primo bando pubblico promosso dall’amministrazione alla ricerca di qualcuno che gestisca (per ora in via temporanea e sperimentale) un piccolo spazio per la vendita di cibi e bevande all’interno del giardino pubblico tra via dell’Unità e via Gobetti, a un passo dal centro storico.
E la notizia può anche suonare strana. Perché di nuovi bar, locali, pasticcerie e quant’altro ne nascono a bizzeffe da tutte le parti. Pure laddove non servono o insiste già un’alta concentrazione. E quindi poi chiudono.
Qui nel parco, invece, l’idea del chiosco non sembrava cattiva: assai frequentato durante il giorno, dalla mattina alla sera, spazio di ritrovo per anziani seduti sulle panchine, giovani che parlottano, bambini (con le rispettive famiglie) che giocano con le altalene e gli scivoli presenti. Non manca il movimento.
Eppure nessuno ha pensato bene di provare a sfruttarlo. Faceva un favore a se stesso e anche alla comunità: visto che un esercizio simile piazzato nel parco rappresentava una “garanzia” per il Comune alla cura e alla manutenzione del verde urbano.
Nonché un disincentivo all’opera dei vandali, che in passato da queste parti hanno “attaccato” a più riprese con azioni da condannare.
I motivi sono validi e “reali”, così dal municipio non si perdono d’animo. Zero risposte al primo bando? Noi ne facciamo un altro e lo pubblichiamo nei prossimi giorni.
L’appalto di gara ha una base d’asta piuttosto bassa, circa 2mila euro. Durerà 36 mesi l’affitto dello spazio e la licenza di somministrare alimenti e bevande.
A cui si aggiunge la possibilità di installare attrezzature ludiche per i bambini, gonfiabili e giostre.
Sono 330 i metri quadrati di superficie individuati per l’attività, nel lato sud-ovest del parco Moro.
Il servizio dovrà essere garantito per un minimo di 36 ore settimanali con un giorno di riposo ogni sette.
Naturalmente il privato dovrà provvedere alla sicurezza dell’area e delle persone, oltre alla sua manutenzione e pulizia per renderlo sempre fruibile e motivo di richiamo permle famiglie.
Per un chiosco, in definitiva, che potrebbe “difendere” e vigilare sul parco Moro e portare un profitto economico a chi lo gestirà. Non resta da aspettare e vedere se stavolta qualcuno si assumerà il cosiddetto “rischio d’impresa”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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