La manifestazione
Tares, aliquote più alte per caffè e ristoranti
Al “top” però ci sono pescherie, ortofrutta, fiorai e pizza al taglio. Tariffe meno care per gli alberghi rispetto ai negozi. Le utenze domestiche suddivise invece in sei fasce
MONTECATINI. Mentre le associazioni di albergatori e commercianti continuano a chiedere incontri in Comune per essere messi a conoscenza delle nuove tariffe della Tares, e dei criteri di calcolo con cui sono state stabilite, è un fatto che comunque queste ultime verranno portate in approvazione martedì sera in consiglio comunale.
Anche le famose “tabelle” delle utenze non domestiche sono infatti pronte e, come aveva già anticipato l’assessore Fabio Tosi, le attività economiche sono state suddivide in trenta categorie. Accanto a ciascuna di esse è indicata la tariffa al metro quadro e quella relativa alla cosiddetta quota variabile. E, infine, nella colonna a destra, la tariffa complessiva (sempre al metro quadrato) che ciascuna azienda dovrà versare.
Quanto si paga. Scorrendo dunque la tabelle delle categorie, emerge che le tariffe più alte al metro quadro saranno quelle a carico delle attività di ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio, per un totale di 14,35 euro al mq. Seguono, in ordine decrescente: bar, caffè e pasticcerie (13,30 mq); ristoranti, trattorie osterie, pizzerie e pub (13,30 mq); mense, birrerie e amburgherie (13,03 mq); banchi di mercato di generi alimentari (11,77 mq); supermercati, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari (7,12 mq); ipermercati di generi misti (6,43 mq) plurilicenze alimentari e/o miste (6,38 mq); alberghi con ristorante (5,13 mq); banchi di mercato con beni durevoli (5,12 mq); uffici, agenzie, studi professionali (4,73 mq, edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze (4,64 mq); negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli (3,99 mq); ospedali (3,85 mq); case di cura e riposo (3,74 mq); alberghi senza ristorante 3,65 mq); discotece, night club (3,58 mq); attività artigianali parrucchiere, barbiere, estetista (3,49 mq); idraulico, fabbro, elettricista (3,34 mq); attività artigianali falegname (3,22 mq; negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato (2,84 mq); attività artigianali di produzione beni specifici (2,75 mq); banche e istituti di credito (2,74 mq); attività industriali con capannoni di produzione (2,72 mq); campeggi, distributori di carburanti, impianti sportivi (2,70 mq); stabilimenti balneari (2,16 mq); autorimesse e magazzini senza vendita diretta (1,72 mq); cinematografi e teatri (1,52 mq); musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto (1,46 mq).
Privati. Nella stessa delibera, nello stabilire che l’incidenza derivante dalla Tares sulle utenze domestiche è del 53%, e quella delle non domestiche del 47%, si definiscono ovviamente anche le tariffe per le abitazioni private. Anche qui c’è un sistema di fasce e quelle previste sono 6, a seconda dei componenti del nucleo abitativo (la sesta è per le case abitate da più di 5 persone). Per ogni fascia c’è una tariffa fissa al mq e una tariffa variabile che cambia appunto con l’aumentare dei componenti del nucleo familiare. Si parte dunque da 1,16 euro al mq per le utenze domestiche in fascia A (un solo componente), più 91,08 euro di quota fissa. Fascia B (2 componenti): 1,27 mq più 168,60; fascia C (3 componenti): 1,38 mq più 198,63; fascia D (4 componenti): 1,49 mq più 251,92; fascia E (5 componenti): 1,58 mq più 280,99; fascia F (oltre 5 componenti): 1,67 mq più 329,44.
Riduzioni. La delibera naturalmente prevede esenzioni e riduzioni calcolate sui livelli Isee delle famiglie e altri parametri: esenzione per un livello Isee entro 4mila euro; riduzione del 30% fino a 5mila; riduzione del 50% per ultrasettantenni, unici occupanti o anche assistiti da collaboratore domestico, con livello Isee da 4mila a 5mila euro.
In più. Infine, alle tariffe va aggiunta una maggiorazione di 0,30 euro a mq a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili del Comune.
Di corsa. Ieri i membri della commissione consiliare hanno chiesto chiarimenti alla giunta, ma è un fatto che di tempo per “studiare” il provvedimento ne rimane davvero poco, visto che, come dicevamo, il consiglio comunale è stato riunito per martedì.
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