Sicurezza
La nuova Tares si pagherà in tre rate
La raccolta porta a porta costerà quasi 3 milioni ma la differenziata è già oltre il 90 per cento
MONSUMMANO. Non è ancora chiaro quale sarà il reale impatto della nuova Tares su residenti, imprese e attività commerciali del comune di Monsummano.
E neppure come inciderà sulle tasche dei contribuenti cittadini il sistema di raccolta rifiuti con il metodo del porta a porta, introdotto lo scorso novembre e ormai andato a regime (anche con l’apertura del centro di raccolta a Cintolese).
Nell’ultimo consiglio comunale del 28 giugno l’assemblea ha approvato il piano finanziario presentato da Publiambiente, il gestore del servizio rifiuti. Il documento, però, poco aggiunge all’attuale nebulosa (e preoccupante) situazione, se non altro rende noto il costo complessivo del porta a porta che la comunità dovrà affrontare: come annunciato anche dall’assessore al bilancio Luca Buccellato, siamo nell’ordine dei 2 milioni e 900mila euro annui.
In attesa di sapere a quanto ammonteranno le bollette della tariffa ambientale rifiuti e servizi, che sarà calcolata sempre in riferimento ai metri quadrati con una maggiorazione di 30 centesimi, l’amministrazione comunale ha deciso le modalità di pagamento dell’imposta.
Saranno tre le rate che graveranno sulle tasche di cittadini e imprese: le prime due (che si riferiscono all’acconto del 40 per cento del costo totale) vanno corrisposte entro il prossimo 31 luglio la prima ed entro il 31 ottobre la seconda, per il saldo restante pari al 20 per cento la scadenza è fissata al 31 dicembre 2013. Insieme al conguaglio della terza rata, in più, i contribuenti dovranno versare, come detto, anche la maggiorazione di 0.30 centesimi di euro a metro quadrato, cifra che sarà interamente riservata alle casse dello Stato, con i Comuni che, dopo l’Imu, tornano a fare la parte dei gabellieri.
La questione è così ancora piena di incognite.
«Al momento è stato approvato il solo piano finanziario –spiega Roberto Pellegrini della Cna Valdinievole – ma non sappiamo come il tutto verrà ripartito con sgravi fiscali, incentivi e disincentivi. Non sappiamo quanto ricadrà sui cittadini e le imprese del territorio. Quindi tutto è sempre da definire. Naturalmente nel conto deve essere pesata, non solo in senso letterale, la quantità di raccolta differenziata prodotta da ogni singolo utente. E continua a esserci la preoccupazione per l’introduzione della Tares, che di sicuro porterà ad alcuni aumenti in bolletta. Il problema resta sempre lo stesso: cioè che la tassa come oggi la conosciamo non è rapportata alla quantità di rifiuto prodotto, sia differenziato che indifferenziato, ma viene calcolata in riferimento ai metri quadrati di superficie delle abitazioni e delle aziende. Questo è e sarà il problema principale legato al metodo del porta a porta».
Che comunque, stando a quello che fa sapere il Comune, ha già portato la differenziata dal 34 al 94 per cento in pochi mesi.
Luca Signorini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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