Il dolore
Aziende partecipate Nessuna risposta su quante e quali sono
I revisori dei conti parlano di criticità nella loro gestione ma gli atti accessibili ai consiglieri sono aggiornati al 2010
PESCIA. Quante e quali sono le società partecipate del Comune? Una domanda cui, all’apparenza, dovrebbe essere facile rispondere. Eppure la stessa domanda, fatta in consiglio comunale, è rimasta senza risposta.
La mozione sulle aziende partecipate dal Comune, che i consiglieri dell'opposizione hanno presentato appunto nell’ultimo consiglio, è stata respinta.
«L’intento era quello di conoscere quante e quali sono le aziende partecipate dal Comune di Pescia – spiega Roi Giorgi del Pd - dal momento che si tratta di aziende gestite e quindi anche indirizzate e direttamente controllate dal consiglio comunale». Però la maggioranza ha negato l’utilità di questa richiesta e ha rinviato la discussione in sede di commissione consiliare.
«Non la convocheranno mai – prosegue Giorgi – dal momento che non sono mai stati presentati in consiglio comunale i bilanci delle aziende partecipate, i cui obiettivi sia per il 2013 che per il 2014 restano a tutti ignoti».
L’opposizione sottolinea come, per altro, le uniche aziende partecipate che l’amministrazione riconosce sono quelle elencate nel sito istituzionale del Comune stesso. Si tratta di Toscana Energia Spa, Cosea Ambiente Spa, Acque Spa e Spes.
«Peccato che la stessa pagina sia aggiornata al 2010 così come i relativi risultati di esercizio delle suddette aziende – prosegue Giorgi – non sappiamo, stando così la situazione, a cosa si riferiscono i revisori dei conti quando nella loro ultima relazione del 3 giugno scorso evidenziano ulteriori criticità inerenti la gestione delle partecipate da parte dello stesso comune».
Si riferiscono forse al Comicent? No, visto che per l’amministrazione il Comicent non è un’azienda partecipata, bensì ad “un’azienda speciale”. Forse al San Domenico, allora? Nemmeno, stando ai consiglieri di maggioranza e nonostante lo statuto del San Domenico attribuisca al Comune persino il potere di sciogliere gli organi dell’azienda, nominare un commissario e disporre decisioni relative a trasferimenti di immobili e titoli aziendali di un certo valore economico.
«Il punto è – sottolineano i consiglieri d’opposizione – che la gestione del bilancio comunale dipende anche dal bilancio delle aziende partecipate, e per questo la buona gestione delle stesse è determinante per la tenuta del bilancio comunale di Pescia, dei vincoli per le assunzioni e per i servizi che si devono erogare alla città».
Fare chiarezza sulle partecipate, in altre parole, potrebbe ricondurre a quel famoso bandolo della matassa, per spiegare la situazione in cui realmente versano le casse del comune.
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