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Primarie di coalizione ma il Pdl discute ancora sul sondaggio

MONTECATINI. Primarie di coalizione del centrodestra, ma dopo il sondaggio. Alberto Lapenna, coordinatore provinciale del Pdl, chiarisce con un post su Facebook il progetto finalizzato a creare...

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MONTECATINI. Primarie di coalizione del centrodestra, ma dopo il sondaggio. Alberto Lapenna, coordinatore provinciale del Pdl, chiarisce con un post su Facebook il progetto finalizzato a creare unità tra le forze del centrodestra per la presentazione di un solo candidato alle prossime amministrative del 2013. Si capisce dalle parole di Lapenna che le “telefonarie” del Pdl si faranno per decretare uno dei candidati alle primarie di coalizione. Che potranno essere uno per ciascuna delle forze del centrodestra. «Il nostro partito – scrive Lapenna – sceglierà il proprio rappresentante nei modi partecipativi più idonei che noi riteniamo essere il sondaggio. Gli altri partiti che si riferiscono al centrodestra proporranno i loro nomi per lanciare unitariamente le primarie. Il candidato che otterrà più consensi sarà il candidato unitario di tutta la coalizione. Chi parteciperà come candidato a sindaco al sondaggio del Pdl si dovrà confrontare su un programma elettorale e su questo di dovranno esprimere gli elettori attraverso il sondaggio, così come le alleanze si dovranno confrontare su programma e candidati». E, a voce, aggiunge: «Il candidato non può essere scelto da quattro amici al bar».

Il coordinamento comunale del Pdl interviene invece con una nota ufficiale «Sembra esserci un tentativo di alcune forze politiche di centrodestra di condizionare, riuniti nel chiuso di una stanza, la candidatura a sindaco per le prossime amministrative. Ci auguriamo che dietro a queste posizioni non si celi la volontà di evitare il metodo democratico della scelta del candidato a sindaco per logiche oscure. Nascosti sono i fini che determinano quest'improvviso attivismo estivo. Sarebbe il ritorno a vecchie logiche di una politica tendente a calpestare la volontà dei cittadini. Per quanto ci riguarda vogliamo far partecipare gli elettori alla scelta del candidato sindaco. Il candidato deve essere scelto dai cittadini e, se non va bene il sondaggio, l'altro serio e comprovato metodo per sceglierlo sono le primarie di coalizione aperte a tutte le forze politiche e civiche che si sentono alternative o concorrenti con la Giunta Bellandi. Se davvero le sigle di partito che hanno affermato di non condividere il sondaggio tengono alla compattezza del centrodestra, alla rinascita della città e credono in un metodo democratico, fuori dai giochi di potere, presentino il loro candidato con le sue idee e accettino le primarie di coalizione. Dopo non ci potrà essere più alcuna ambiguità. O il sondaggio o le primarie».

Dunque, in seno al Pdl si apre un dibattito sullo strumento partecipativo da utilizzare. Lo conferma Maurizio Galligani, uno dei cinque aspiranti al titolo di candidato del Pdl, vicepresidente del consiglio provinciale: «Leggo sulla stampa locale che il nostro coordinatore provinciale opterebbe per le primarie aperte di coalizione, abbandonando il sondaggio telefonico. Condivido in pieno questa scelta del coordinatore provinciale, per altro già da me richiesta, alcuni mesi fa, in una riunione di partito. Ritengo importante che adesso in città si apra un confronto sui contenuti. Bisogna lanciare idee e proposte che possano portare alla stesura di un programma condiviso da tutto il centrodestra e dai cittadini che hanno a cuore il rilancio. Su questa base nascerà, con le primarie, il candidato ideale».

Giovanna La Porta

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