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«Suona l’allarme ma nessuno interviene»

«Suona l’allarme ma nessuno interviene»

Il suono proveniva dalla media Giusti-Gramsci: «Alla fine mi sono dovuto rivolgere ai carabinieri»

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MONSUMMANO. Ma è possibile che quel suono continuo non sia stato avvertito da nessuno? E, soprattutto, come mai non si conosce l’ente o la figura istituzionale che in casi del genere abbia il compito di intervenire?

È una denuncia-appello quella che proviene da un cittadino, Alessio Mercaldo, che si è trovato coinvolto in un’avventura, per così dire tragicomica, con protagonista la scuola media “Giusti-Gramsci” di piazza La Malfa, già al centro di un acceso dibattito su i suoi spazi condivisi tra le classi dei due istituti comprensivi cittadini.

Ma in questa storia il problema è di tutt’altra natura. Il signor Mercaldo, che tra l’altro è un soccorritore della locale Croce Rossa, lunedì nel tardo pomeriggio si trovava nelle vicinanze dell’edificio didattico per la sua solita passeggiata con il cane. Come gli era capitato di sentire da alcuni giorni, probabilmente da sabato, quando la scuola resta chiusa per il weekend, viene nuovamente attirato dal suono di un allarme fisso «che non era proprio un allarme tipo antifurto ma, bensì un allarme come abbiamo in casa per fughe di gas o antincendio», spiega Mercaldo.

«Mi sono preoccupato di chiamare i vigili del fuoco – continua – ma loro mi hanno risposto di allertare i vigili urbani del Comune. Gli stessi vigili urbani, una volta spiegato il fatto, mi spiegavano che loro non avevano nessun titolo per intervenire in una vicenda del genere. A quel punto, non sapendo più cosa fare, mi sono rivolto ai carabinieri. La pattuglia più vicina arrivava sul posto e, come avevo fatto io, avvertiva sia i vigili urbani che i vigili del fuoco».

«Chiamati dalle forze dell’ordine si sono presentati tutti in piazza La Malfa – riprende Mercaldo – e si sono resi conto che era scattato l’allarme antincendio all’interno della scuola. Hanno dovuto tagliare la catena del cancello, sfondare la porta delle scale antincendio e disattivare l’allarme. Il suono era fisso ormai da tempo e poteva creare seri danni alle pompe dell’acqua e all’impianto elettrico. Per fortuna in questo caso si è trattato solo di un cortocircuito, ma in altre occasioni l’allarme può segnalare qualcosa di più grave, come una fuga di gas metano. Mi stupisco molto dell’indifferenza di tutto il vicinato».

Quella che a una lettura superficiale può sembrare una “buona azione”, in realtà dovrebbe essere una prassi di comportamento a cui ogni persona dotata di senso civico e rispetto per la comunità deve abituarsi.

Ma c’è pure un discorso legato alla responsabilità: «La polizia municipale non sapeva a chi rivolgersi per entrare nella scuola – chiude Mercaldo – non c’era nessun numero da poter chiamare per aprire cancello e porte, i carabinieri lo stesso, tante telefonate senza trovare chi poteva aprire l’immobile».

A quel punto non restava altro che introdursi nella scuola con la forza.(lu.si.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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