Il Tirreno

Montecatini

Dal Pdl dubbi sul progetto Business Park

Per il capogruppo in Provincia La Pietra prima è opportuno recuperare le tante aree dismesse

3 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Anche dal centrodestra si sollevano dubbi sul progetto Business Park. E sono dubbi che arrivano da una voce autorevole dello schieramento, quella del capogruppo del Pdl in consiglio provinciale Patrizio La Pietra. «Il consumo del territorio per creare sviluppo non è l’unica strada da percorrere – scrive La Pietra – occorre trovare soluzioni alternative che possano coniugare la creazione di nuovi posti di lavoro con la tutela del territorio e delle sue specificità. Per questo occorre un confronto sereno fra tutte le parti per trovare soluzioni che possono coniugare ogni esigenza. Questo è compito della politica».

La Pietra ribadisce poi il ruolo centrale delle province nella programmazione territoriale, per poi intervenire sul caso Business Park (l’area industriale che dovrebbe sorgere a sud di Pescia): «Per prima cosa vorrei sottolineare la perplessità sulla posizione espressa dalla Confindustria, di cui non comprendiamo il motivo di tanto risentimento verso chi si batte per difendere la propria terra e la propria storia, fatta di aspri sacrifici del proprio lavoro. Certo, possiamo cercare di capire i ragionamenti di Confindustria, che si basano esclusivamente sul profitto, ma ci domandiamo: siamo certi che sia l’unico ragionamento possibile? E questo ragionamento è l’unico per creare posti di lavoro? Domande da cui partire per costruire un percorso di confronto, e arrivare successivamente a una sintesi fra le varie posizioni».

«Il Ptc provinciale da chiare indicazioni sulla priorità per sfruttare i vecchi siti industriali già esistenti su di un territorio prima di costruirne di nuovi – continua La Pietra – e a Pescia non mancano: area Del Magro, Fabbrica degli ossi, concerie, cartiere in disuso lungo il Pescia, solo per citare le più importanti. Basterebbe il recupero di queste ex aree industriali per avere a disposizioni spazi rilevanti che, se riattivati, darebbero molti di più dei 100 posti di lavoro così ben fatti pesare sull’opinione pubblica. Senza contare la grande opportunità per tutta la zona nord di Pescia per un rilancio del territorio, che se ben attuato può dare grandi risultati economici e ambientali. Questo si chiama sviluppo ecosostenibile. Questo forse è un percorso più difficile, forse meno redditizio, ma rientra in un ragionamento di sviluppo socio economico che rispetta l’ambiente e i cittadini».

«Certo – continua il capogruppo – è molto più facile costruire a tre passi dall’autostrada. Ma questo non può essere fatto a qualsiasi prezzo. Occorre avere anche una prospettiva di più grande vedute».

La Pietra non nasconde la difficoltà del recupero di aree dismesse, ma sottolinea anche la « grande opportunità per ridare vita alla montagna pesciatina e conseguentemente trovare in seguito risorse utili al recupero ambientale, urbanistico e turistico della Valleriana e di tutto il comune».

«La politica – chiude La Pietra – ha il dovere di fare scelte e avere una visione più ampia dello sviluppo del territorio. Non lasciamoci tentare da scelte apparentemente più semplici».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa