Il Tirreno

Montecatini

In tanti all’addio a Luigi Bindi

In tanti all’addio a Luigi Bindi

Ieri i funerali dell’imprenditore calzaturiero fondatore della Madigan

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. È stata una figura fondamentale per l’economia della Valdinievole, un imprenditore che ha saputo guardare lontano e che ha colto i benefici della propria lungimiranza, creando lavoro e occupazione. Ma il ricordo di Luigi Bindi, scomparso venerdì nella sua casa di Monsummano, resterà legato non solo alla sua attività industriale, ma anche a quella di grande appassionato di sport, riuscito, tra le altre imprese, anche a “unire” simbolicamente due piazze storicamente avverse – stiamo parlando di pallacanestro – come Pistoia e Montecatini.

Piazze che ieri pomeriggio si sono ritrovate alla chiesa di Sant’Antonio, dove alla presenza di tantissime persone sono stati celebrati i funerali.

Luigi Bindi aveva 79 anni, e costituisce uno degli ultimi esempi, nel nostro territorio, di “self made man”, ossia di uomini in grado di costruire qualcosa di grande partendo dal nulla. Nell’epoca del boom del calzaturiero, un settore a cui la Valdinievole è sempre stata strettamente legata, Bindi iniziò la sua attività, aprendo uno stabilimento a Larciano. Nel 1976 creò la Dimax, con la quali si lanciò – riscuotendo da subito un grande successo – anche su mercati e su zone di produzione sino a quel momento inesplorate. Una crescita ininterrotta che, dopo poco più di dieci, portò alla decisione di aprire un nuovo e più grande stabilimento, questa volta a Massa Cozzile, nella zona industriale di Traversagna, aumentando anche la gamma delle proprie produzioni.

Ma, più della Dimax, è un altro il nome che viene automaticamente collegato a Bindi. È quello della Madigan, non solo perché le calzature Madigan sono conosciute praticamente in tutto il mondo, ma anche perché è a questo marchio che si sono collegate le varie sponsorizzazioni che rispecchiavano il grande amore che Bindi aveva per lo sport.

Madigan è stato sponsor nel mondo del ciclismo (la grande passione di Bindi), ha sostenuto il tennis attraverso lo Sporting Club Montecatini. Ma, soprattutto, è nome indissolubilmente legato al mondo della pallacanestro.

Madigan fu il nome che prese la squadra di basket di Pistoia, poi, in un secondo momento, furono i “cugini” e “rivali” di Montecatini ad essere sponsorizzati da Bindi.

Un rapporto che non si limitò a un semplice nome sulla maglietta. L’imprenditore, infatti, entro per un certo periodo a far parte anche del consiglio direttivo della società montecatinese, mentre per alcuni anni il nome della sua attività divenne anche il nome dell’impianto sportivo in cui giocava lo Sporting Club di basket, con il Palaterme che divenne Palamadigan.

Malato da tempo Bindi lascia la moglie Giulietta e due figli.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze