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Montecatini

Festa fino al mattino tra piazze e vie di Monsummano

Festa fino al mattino tra piazze e vie di Monsummano

Quarta edizione e ancora un successo per la Notte Bianca nonostante la contemporaneità di eventi a Lucca e Pistoia

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MONSUMMANO. Notte Bianca, è qui la festa. Anche l’edizione numero quattro si è rivelata un successo, è lo si è capito sin dall’inizio, con i tavolini dei vari stand gastronomici già pieni all’ora di cena, quando nessuno spettacolo ancora partito. Dalle 21,30 qualche cassa ha iniziato a risuonare e le strade si sono riempite.

Un premio anche al lavoro di tecnici, operai e quant’altro, che in un sabato afoso hanno allestito tutto l’ambaradan tanto caro alla folla notturna. Che poi tanto notturna non è: visto che c’erano bambini, ragazzini, passeggini, gli anziani affascinati. Il filare di macchine sin da via Empolese, ed eravamo sempre sul territorio di Pieve a Nievole. Non si contavano su via Cavour e zona Pretura, lo stesso dicasi per l’area industriale. C’è chi però l’auto l’ha lasciata volentieri a casa: mai il servizio (gratis) delle navette faceva percorso così lungo, da Cintolese (all’ufficio postale) e da Montecatini (alla stazione di piazza Italia). L’atmosfera è poi qualcosa da descrivere. Perché a Monsummano ci tengono alla loro Notte Bianca, molto ci hanno puntato e poche sono state le delusioni.

La concomitanza con il Blues a Pistoia e il Summer Festival a Lucca (iniziato proprio ieri sera) certo non ha giovato. O forse in città l’hanno presa come una sfida, non diciamo da vincere (qui siamo nell’ordine del Davide contro Golia) ma neppure da farsi umiliare.

Di persone questo evento ne muove eccome. Ne ha mosse negli altri anni e pure ieri sera. Persone diverse accomunate dalla voglia di divertirsi, ballare, ascoltare musica, fregarsene di quello che vedono (e sentono) ogni giorno. C’erano quelle accorse per il tour turistico delle attrazioni, le più disparate: dalla disco dance del Papeete Beach alla stravaganza del Mamamia, dalla carica di Alexia al ritmo degli “Abba Dream”, dal rock al country, dal pop al cantautorato, dal tango alla salsa e al merengue. E poi il vino, la birra, i panini e le patatine. C’erano i musei aperti, le associazioni e i volontari (anche a veglia di eventuali disordini e malesseri), gli sportivi, gli imitatori, i giocolieri, gli artisti, i pazzi. E poi i commercianti, vera anima della manifestazione. C’erano anche i monsummanesi, nella loro città trasformata in una grande festa.

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di Redazione web