Attenzione
Slittano i tempi per i sei milioni promessi da Firenze
Ma Raffaelli rassicura: «I lavori alle Leopoldine inizieranno lo stesso a settembre». Decisi piano industriale e compensi
MONTECATINI. Aumento di capitale, aggiornamento del piano industriale, crono programma per la riapertura del cantiere alle Leopoldine, indirizzi al nuovo amministratore unico e compensi. È stata un’assemblea dei soci delle Terme di importanza “strategica” quella andata in scena ieri, quando è stato deliberato che la Regione ha tempo fino al 31 dicembre per sottoscrivere la ricapitalizzazione da 6 milioni di euro, ma dove è stato anche deciso che i lavori di preparazione alla piscina termale inizieranno comunque alla fine dell’estate (con la Cmsa che farà ritorno nel “suo” vecchio cantiere).
Nuovo piano industriale. L’assemblea dei soci (Comune e Regione) ha deciso di spostare di un anno (entro fine 2015) il piano delle vendite degli immobili non strategici. Finora le Terme dalle cessioni hanno ricavato tra i 14 e i 15 milioni (derivanti dalle vendite di: magazzino, prodotti derivati, Cascina Igea, negozi di viale Verdi, bagni gratuiti, lavanderia, pineta), mentre si conta di arrivare a un totale di 27-28 milioni mettendo sul tavolo anche palazzina Fideuram, ex imbottigliamento, terreni vari (tra viale Marconi e via Righi), palazzina Consulenti, istituto di cura, bibite gratuite, serre e teatro Verdi. Tra gli aggiornamenti del piano industriale anche gli obiettivi del contenimento dei costi di gestione (dal personale alle utenze) e dell’aumento dei ricavi.
Indirizzi all’Au. Sono state approvate anche le linee d’indirizzo per il nuovo amministratore unico Fabrizio Raffaelli. Particolare importanza è stata posta sugli sforzi per abbattere i costi legati al personale, ricorrendo, se necessario, ai contratti di solidarietà, alla mobilità volontaria (per esempio dagli uffici agli stabilimenti), ai prepensionamenti, alla riduzione degli orari di lavoro in inverno.
Compensi. Non è certo da top manager lo stipendio di Fabrizio Raffaelli, approvato proprio dall’assemblea: 27.700 euro lordi (più spiccioli) all’anno per due esercizi (contratto rinnovabile una volta). In pratica, come previsto dalla legge, non più di un quarto di ciò che guadagna il presidente della Regione e con una ulteriore decurtazione del 10 per cento stabilita dall’ultima Finanziaria. Più corposo il compenso per il direttore dei lavori alle Leopoldine, Fabrizio Rossi Prodi: a lui andranno 70mila euro (più Iva), ma in maniera forfettaria, ovvero al termine dei lavori e di conseguenza del suo incarico. L’architetto avrà comunque un benefit del 3 per cento qualora riuscisse ad abbassare i costi generali del progetto a tutto vantaggio dell’azienda. L’assemblea non si è invece occupata dello stipendio del consulente Giancarlo Sassoli.
Ricapitalizzazione. Avrà tempo fino al 31 dicembre la Regione per procedere alla sottoscrizione dei 6 milioni di euro già deliberati. Questo, chiediamo a Raffaelli, significa uno slittamento dei tempi per le Leopoldine? «No, non è una novità – risponde l’Au – in quanto a dettare i tempi sono anche i vincoli imposti dal patto di stabilità. L’obiettivo emerso negli scorsi mesi di far ripartire i lavori a settembre può essere mantenuto: abbiamo già concordato un primo intervento da parte della Cmsa che livellerà il terreno in modo da far entrare nel cantiere i macchinari (di un’altra impresa) che si occuperanno dell’apertura di un nuovo pozzo e del potenziamento di quello esistente. Nel frattempo faremo di tutto per anticipare i tempi della sottoscrizione e di conseguenza sbloccare il finanziamento da parte delle banche».
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