Il Tirreno

Montecatini

Guerra tra cacciatori sui distretti

Attacco frontale del Cpe al neo presidente dell’Atc ritenuto troppo di parte

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MONTECATINI. «Quest'anno con l'elezione del nuovo presidente dell' Atc 16 di Pistoia credevamo le cose sarebbero cambiate; francamente sono cambiate, ma in peggio». È un attacco frontale quello del direttivo provinciale del Cpe, che in qualche modo sintetizza le discussioni in atto tra i cacciatori pistoiesi. L’associazione presieduta dal montecatinese Carlo Maltagliati accusa il presidente Dessì di gestire quell'incarico «non in rappresentanza degli interessi generali del mondo venatorio, ma come componente della Federcaccia. È stato talmente bravo che ha creato dissidi fra le sezioni della sua stessa associazione. Ha dato corso alla convocazione dei distretti con un regolamento cervellotico che doveva eleggere i 5 componenti fra circa 1.000 cacciatori. Questo metodo non teneva conto delle varie associazioni ma del numero di cacciatori che si presentavano a votare. Così la Federcaccia (che è la più numerosa) avrebbe fatto il pieno. Ma il “diavolo fa le pentole ma non i coperchi”: il risultato è che non c’è stato scontro fra le associazioni, ma fra le stesse sezioni Federcaccia, in quanto volevano prendere la maggioranza i dirigenti di Ponte Buggianese. Presentandosi, invece che per votare, hanno chiesto un rinvio con il pretesto di non essere stati informati. Ma quelli della sezione di Anchione li hanno gabbati, votando in massa il regolamento e ottenendo 4 dei 5 componenti. Per non sbagliarsi il Cpe non era stato informato, ma grazie al buon senso degli amici anchionesi dopo le nostre proteste ci hanno detto che potevamo partecipare alle riunioni».

«A riprova del caos in seno all'Atc 16, l'ultima riunione del comitato per poco non finiva a seggiolate, tanto è che alla votazione di un documento ci sono stati 4 voti a favore (compreso quello del presidente), 4 hanno abbandonato per protesta, 2 si sono astenuti. Guarda caso i 3 consiglieri che hanno votato a favore sono quelli che si erano opposti alla nomina di Dessì presidente. Si dice che questo mutamento sia dovuto al cambio di casacca politica del presidente, essendo prima vicino al Pd e ora a Sel. Se ciò non bastasse, ci sono le dimissioni del direttore dell'Atc, persona capace e corretta. Considerazione finale: l' opportunità di commissariare l'Atc».

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