Il dolore
Fidi, l’interesse ora supera il 9%
L’hotel Puccini riprende l’allarme lanciato da Taddei (Apam): ecco i costi applicati da Cariparma
MONTECATINI. L’allarme viene lanciato dall’hotel Puccini, un 4 stelle di corso Roma. Più che un allarme, una dichiarazione di appoggio a quanto auspicato da Francesca Taddei, patron di Apam.
Argomento le banche e i costi che fanno pagare al sistema alberghiero di Montecatini.
Spiega il patron dell’hotel Puccini: «La Bce, il signor Draghi ha abbassato il costo del denaro al minimo storico dell’0,5%. Credo che questo doveva servire ad aiutare l’economia e le piccole imprese come le nostre. Invece succede il contrario».
E ci fa vedere l’email con le nuove condizioni che gli applca sul fido CariParma, ovvero l’ex cassa di risparmio di Parma passata poi ai francesi di Credit Agricole.
Un fido di 15mila euro, il tasso debitore era all’8.46%. Ma dal primo luglio raggiungerà la fantasmogorica cifra di 9,062%. Oltre naturalmente alla commissione disponibilità fondi pari allo 0,37% a trimestre sull’importo affidato.
E non ancora finita. Cariparma (sede di Pistoia, si badi bene) fa sapere anche che la spesa della tenuta conto forfettaria annua passerà da 53,20 euro a 53,31, anche questo a partire dal prossimo primo luglio.
«Alla fine della giostra – spiegano al Puccini – io mi trovo a pagare si un fido di 15mila euro qualcosa come 1500 euro. Non credo che sia giusto, sia per quello che fa pagare il denaro la Bce, sia per i piccoli imprenditori turistici come noi in un momento così forte di crisi».
Per questo all’hotel Puccini vengono allo scoperto senza alcun timore di ritorsioni da parte delle banche.
«I nostri margini come è noto, sono sempre più risicati. Spesso si parla di una Montecatini che limita le perdite di presenze. La verità che le statistiche sulle presenze non contano più niente. Andiamo a vedere quando spende ogni singolo turista. E andiamo a vedere quanto spendeva fino a pochi anni fa. I nostri fatturati si stanno velocemente assottigliando e non riusciamo più a reggere certe spese. Come quelle della banche».
Da qui l’appello che Apam aveva lanciato agli istituti di credito per non fa cadere l’impresa alberghiera. Questo nei giorni tristi in cui il grand hotel Vittoria viene sfrattato per fine locazione (e anche per morosità).
«Io credo che le banche debbano pensare a rendere un servizio all’impresa. Non solo a sè stesse. Questa è la sostanza delle cose, ripeto in un momento così difficile come è questo».
Al Puccini avrebbero tante cose da dire, come il fatto che tutti i giorni sono a combattere per accogliere bene i turisti.
«I quali ancora oggi vengono a Montecatini pieni di aspettative. Poi scoprono che i le spa e i centri benessere sono limitati. E che le piscine termali non ci sono. Altro che Leopoldine».Da qui uno sfogo complessivo ma che parte da una realtà come quella dei servizi delle banche: «Bersani tolse il massimo scoperto, le banche lo hanno reinserito surretiziamente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
