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Si ricordano la figura di Don Dino e la sua grande opera

PESCIA. Domani ricorre il secondo anniversario della morte del Canonico Don Dino Menicucci, nato a Ponte Buggianese il 2 di gennaio del 1921, che nel1946 ebbe l’idea di fondare il villaggio del...

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PESCIA. Domani ricorre il secondo anniversario della morte del Canonico Don Dino Menicucci, nato a Ponte Buggianese il 2 di gennaio del 1921, che nel1946 ebbe l’idea di fondare il villaggio del fanciullo Don Bosco, ospitato prima nell’antica fattoria Gerini in piazza San Francesco di Pescia e poi a Villa Matilde in via Galilei, dono della famiglia Gasperini, dove è e ancora oggi operativo.

L’idea sbocciò nella mente del sagace e tenace Don Dino, ancora fresco dell'unzione sacerdotale e pieno di fervore pentecostale: era il 1946 e l’Italia era uscita distrutta dalla guerra e anche a Pescia le macerie morali e materiali erano vaste e profonde. Da questa situazione del dopoguerra i danni più gravi riguardavano la popolazione infantile. Don Dino, allora curato in Duomo e alle prese con le prime esperienze pastorali li vide, ne senti profonda compassione e con pieno senso sacerdotale, nonostante la giovane età, li raccolse e li tenne con se. Nacque così l’opera di ricovero e assistenza dell’infanzia.

In ringraziamento e in ricordo di Don Dino domani, alle 18, la comunità dell’istituto Don Bosco di Pescia si ritroverà per la celebrazione di una Santa Messa di suffragio e per l’inaugurazione di una targa dedicata alla sua memoria.

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