Attenzione
A Ponte l’astensione ha punito l’opposizione
Il sindaco uscente Pier Luigi Galligani ha confermato gli stessi voti del 2008 Le forze che sostenevano “Il Ponte” hanno perso per strada 2.772 consensi
PONTE BUGGIANESE. A 24 ore dal voto che ha portato alla rielezione del sindaco Pier LuigiGalligani è partita l’analisi del voto, un’analisi che, controllando i numeri effettivi più che le percentuali, presenta numerose sorprese e curiosità, sulle quali tutti i soggetti coinvolti saranno chiamati a riflettere.
Il primo e più clamoroso è apparso, sin da subito, quello relativo all’affluenza, con un calo, anzi, un crollo, di votanti: ben 1.061 in meno (4.638 contro 5.699) rispetto alle amministrative del 2008, che su un corpo elettorale di 7.206 aventi diritto sono una cifra notevole. Una dato con cui tutti dovranno confrontarsi. Lo aveva fatto notare giustamente il principale competitor dell’attuale sindaco, Massimo Galligani della lista Il Ponte.
Quando ancora non si conoscevano i risultati dello spoglio, ma solo il numero dei partecipanti Massimo Galligani si era detto molto preoccupato di questa diserzione: «Chiunque vinca dovrà confrontarsi con questo dato». Un dato che sembra testimoniare infatti un allarmante disinteresse per la cosa pubblica.
Ma anche cercando di dare una logica alla non partecipazione emerge che a Ponte non è valso un antico principio elettorale, quello per cui l’astensione danneggia chi governa. Qui è successo l’esatto contrario: nel 2008 il Galligani sindaco ottenne 2.088 voti, non molte di più di quelle che ha ottenuto a questo giro, ossia 2.010. Certo, su questo dato hanno influito parecchi elementi: dal sostegno dell’Udc, che 5 anni fa era schierato con Massimo Galligani e la sua lista civica e che a questo giro ha invece sostenuto Pier Luigi Galligani. Ci sono poi coloro che, pur avendo votato nel 2008 per Massimo Galligani e la sua lista civica, non hanno gradito l’accordo con il Centrodestra in questa circostanza (la lista civica era nata infatti da una spaccatura tutta interna al centrosinistra, di cui lo stesso Galligani faceva parte).
Forse, ma “molto forse”, ha inciso anche l’attivismo del centrosinistra in questa occasione, che ha approfittato del fatto che in Toscana si votava da poche parti per portare a Ponte tutta una serie di esponenti politici di primo piano, a partire dal presidente della Regione. “Molto forse” scrivevamo perché dando un’altra chiave di lettura in realtà queste presenze rischiano di essere controproducenti, almeno agli occhi di molti elettori (soprattutto nel centrosinistra) stanchi di questi riti alla presenza di vertici di partito o di “prezzemolini” della politica.
In ogni caso è un dato di fatto che l’astensionismo ha solo sfiorato il sindaco uscente, mentre ha colpito in pieno Massimo Galligani, che riuniva a sè movimenti e partiti che alle scorse elezioni, divisi in tre liste, avevano raccolto ben 3.424 voti, contro i 1.856 di questa volta: qualcosa come 2.772 voti in meno.
Le cause? È su questo che si dovranno interrogare gli appartenenti alla lista “Il Ponte”. Una, l’abbiamo detta, la diffidenza di una parte dei sostenitori di Galligani di 5 anni fa verso questa alleanza. Ma ha evidentemente pesato anche il pessimo risultato ottenuto dal Pdl e dai partiti di centrodestra a livello nazionale in questa tornata elettorale, con un’astensionismo che sembra aver colpito soprattutto questa parte dello schieramento politico.
E sorprende ancor di più il fatto che non ne abbiano approfittato le altre due liste, quella civica di Mangiantini e, soprattutto, il Movimento 5 stelle.
Luigi Spinosi
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