Sicurezza
Al momento a vincere è solo l’astensione
Alle 22 l’affluenza era del 47,9%, in drastico calo rispetto a 5 anni fa (68,2%) ma anche rispetto al voto di febbraio (61%)
PONTE BUGGIANESE. Al momento c’è solo un vincitore sicuro, ed è l’astensione. Ormai non è una novità, praticamente è da diverse tornate elettorali questo è il primo dato che balza agli occhi. E accade anche in quest’occasione, dove sin dalle prime ore il passaggio dai seggi elettorali è stato scarsino. E lo si è visto nei numeri. A mezzogiorno, alla prima rilevazione, solo l’11,68% degli aventi diritto aveva votato. Un drastico calo non solo rispetto alle amministrative di 5 anni fa (quando a quell’ora aveva votato il 19,53% degli elettori), ma anche – dato più preoccupante – rispetto alle politiche di appena tre mesi fa. A febbraio, a mezzogiorno, alle urne si era presentato il 18,94% degli elettori. E il divario, anziché diminuire, è andato via via ampliandosi col passare delle ore. Alla seconda rilevazione, alle 19, alle urne di Ponte si era presentato il 37,92% degli aventi diritto, contro il 55,32 delle passate amministrative, e il 54,52 delle politiche di febbraio, fino ad arrivare a superare il 20% alla chiusura (temporanea) delle 22. A sezioni chiuse a Ponte aveva votato il 47,93% degli aventi diritto. Alle amministrative di cinque anni fa, alla stessa ora, aveva votato il 68,24%. Più contenuto, ma comunque consistente, il diavrio rispetto invece alle politiche di tre mesi fa, quando alle urne si era comunque presentato il 61,04% degli elettori.
Un calo che, è vero, è stato una costante dappertutto in questa tornata elettorale, e sul quale ha forse influito anche il fattore meteo, con una rara giornata di sole che probabilmente ha spinto tanti a scegliere la gita fuori porta, prima che il meteo ci ripensi, rimandando a oggi il proprio dovere di elettore. Una possibile spiegazione certo, ma che fa a pugni con un’altra considerazione, ossia che in questo caso si tratta di scegliere l’amministrazione più vicina al cittadino, in una piccola realtà dove tutti conoscono tutti. Insomma in una situazione dove – in teoria – quel sentimento chiamato “disaffezione dalla politica” si dovrebbe sentire meno rispetto, per esempio, al voto per le elezioni politiche. Invece è proprio quel divario rispetto al voto nazionale (che, ricordiamo, risale a tre mesi fa, non a tre anni fa) a costituire l’elemento di rilievo. Un dato che, in chiave di previsioni sul chi vincerà, offre poche chiavi di lettura, ma che resta comunque un dato importante.
Vedremo se oggi la situazione cambierà in qualche modo. Ricordiamo che si potrà votare dalle 7 alle 15, poi, appena finite le operazioni, partirà lo spoglio per decidere chi, tra Marco Libero Mangiantini, Sara Stiavelli, Massimo Galligani e Pier Luigi Galligani sarà il prossimo sindaco di Ponte.
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