Il Tirreno

Montecatini

Dall’Apam quattro vie per tutelare gli alberghi

Dall’Apam quattro vie per tutelare gli alberghi

Lettera a Comune e istituti di credito della presidente Francesca Taddei Tra le proposte l’alleggerimento dei tributi e strategie per attrarre ospiti

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MONTECATINI. Quattro punti per salvare e rilanciare il settore trainante della nostra economia, quello alberghiero. Sono quelli contenuti nel documento del presidente Apam Francesca Taddei, e inviato ad amministrazione comunale e istituti di credito, ossia alle due istituzioni che più di altre possono fare qualcosa. E, urgentemente.

Del resto, come scrive Taddei, gli «alberghi esposti a richio chiusura rappresentano un insostenibile pericolo per l'intera città».

«Meno turisti – continua la presidente Apam – è uguale a meno lavoro per tutti. E far arrivare clientela per produrre un nostro pil cittadino, costa investimenti in iniziative, missioni e altro. L’aspetto economico dell'ospitalità alberghiera pone ulteriori criticità: vuoi per una scarsità di appeal del territorio, vuoi per la incipiente “fame” di nostri competitor, i prezzi praticati si sono sempre più appiattiti verso il basso e i tempi di riscossione si sono sempre più allungati. Nel contempo i costi dei servizi sono cresciuti progressivamente fino a ridurre sempre più la forbice della marginalità operativa a livelli insostenibili: prossima allo zero.Imu, tares e servizio idrico prospettano un ulteriore appesantimento per le aziende oltre il limite della sostenibilità».

Comitato territoriale per emergenza economica. Chiesta l’istituzione di questo comitato, composto da rappresentanti delle categorie, sindacati, e rappresentanti degli ordini professionali e delle Terme, sotto l’egida del Comune. La sua attività «deve essere quella di analizzare le criticità e avanzare proposte e richieste di cui il Comune si dovrà fare portavoce con gli enti deputati con per i ottenere anche modifiche o sospensioni di termini dei provvedimenti, nonché qualsiasi altra agevolazione possibile per la tenuta del comparto economico».

Riduzione imposte e tasse. La pressione fiscale rappresenta la principale minaccia da qui le richieste «in primis di togliere l’extragettito imu sugli immobili alberghieri, riallineandosi all’aliquota base dello 0,76%. Se non ci saranno interventi, l’Imu da pagare per gli alberghi sarà comunque più cara dell’8,33% rispetto all’anno passato. Gli alberghi stanno vivendo il paradosso di pagare le tasse sulla produzione e sui beni con cui si realizza la produzione». Chiesto anche un confronto sulla Tares e un intervento sulle tariffe del servizio idrico.

Accesso al credito. «Il sistema del credito deve farsi carico della costituzione di un fondo di garanzia territoriale per le imprese, gestito in modo da immettere liquidità».Chiesto anche lo smobilizzo dei crediti alle migliori condizioni anche attraverso la formula dell’anticipo prenotazioni alberghiere.

Incentivazione all’utilizzo del nostro territorio. Qui ra richiesta è quella di aumentare l’appeal del nostro territorio, attraverso la creazione di migliori condizioni economiche per portare iniziative, l’avvio di un’azione sinergica fra erogatori dei servizi e promotori del turismo, disponibilità di strutture pubbliche a costo zero. In quest’ultimo senso viene chiesta la concessione gratuita degli impianti sportivi per le strutture di promozione locale (così come la disponibiltà di location termali a prezzi di semigratuità). Chiesti anche un confronto con il ministero del Turismo per facilitare l’ottenimento del visto di ingresso per le provenienze ex Urss, e la creazione di un fondo per la promozione unico, costituito con gli apporti degli istituti di credito locali, da destinare a iniziative concordate all’interno del comitato».

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