Il Tirreno

Montecatini

Muore sullo scooter tornando da lavoro

di Luigi Spinosi
Muore sullo scooter tornando da lavoro

L’incidente a mezzanotte a Torricchio: la vittima Emanuele Mazzei, 34 anni, sarebbe diventato padre tra pochi mesi

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UZZANO. È stato un risveglio traumatico, quello di ieri, per la Valdinievole. Un'altra giovane vita, nella notte precedente, era stata spezzata sulla strada. Era quella di Emanuele Mazzei, 34 anni ancora da compiere, che lungo la via di casa aveva trovato la morte. Mazzei stava tornando dal lavoro, aveva fatto gli straordinari come gli capitava spesso nell’azienda alimentare in cui lavorava. Era mezzanotte quando ha perso il controllo del grosso scooter su cui viaggiava, un Yamaha Majestic 400, finendo la corso contro un casottino in cemento al lato della strada.

Teatro dell’incidente, via Aldo Moro, nella frazione uzzanese di Torricchio. Una comoda scorciatoia per Emanuele per tornare a casa, a Santa Lucia, dove viveva con la sua compagna Sonia. Lungo la stessa strada si trova anche la Pubblica Assistenza di Uzzano, che è arrivata subito sul posto, ma i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare la morte dell’uomo. E non è servito a nientte neppure il casco che Emanuele indossava regolarmente, ma che per la forza dell'urto si era letteralmente spezzato in due. Un trauma tremendo che non gli ha lasciato scampo.

Una vicenda già di per sé tragica, inaccettabile. Ma che diventa ancor più dolorosa pensando - oltre alla giovane età della vittima - al fatto che il destino ha preso con se un uomo che stava per diventare padre. La sua compagna, infatti, è al quarto mese di gravidanza. E ancor più triste è il modo in cui la donna è venuta a sapere che il suo grande amore non c'era più. Non vedendolo tornare, lui sempre così puntuale, si è preoccupata, e ha deciso di andargli incontro in auto, facendo in senso opposto il percorso che Emanuele faceva ogni sera. Non ha dovuto fare tanta strada prima di trovare davanti a sé quella scena straziante: i lampeggianti accesi dei mezzi di soccorso, la piccola folla che si era formata, e quel lenzuolo bianco sull’asfalto...

La notizia, nonostante l’ora, ha fatto il giro della Valdinievole in breve tempo, tra i tanti amici di Emanuele, alcuni svegliati nel cuore della notte da una telefonata che mai avrebbero voluto ricevere. Altri che hanno saputo dell’accaduto solo ieri mattina, magari attraverso un social network: “Fudo” non c’era più. Fudo era il soprannome con cui tutti gli amici lo avevano ribattezzato, anzi, molti lo conoscevano solo così. Un nomignolo che gli era rimasto dall’infanzia, da quando era un bimbo paffutello che ricordava un personaggio dei cartoni animati giapponesi, il quale si chiamava appunto in quel modo.

E di amici Emanuele ne aveva davvero tanti, come è inevitabile per una persona che viene descritta da tutti socievole e allegra. Soprattutto a Pescia, la sua città natale, e dove ancora oggi vivono i suoi genitori. Emanuele, cresciuto nel quartiere di San Francesco, era molto conosciuto anche nell’ambiente dei Rioni. In particolare il suo gruppo di amici più stretti, nonostante le sue radici, era composto soprattutto da appartenenti al rione “rivale” di Santa Maria. Un ragazzo allegro dicevamo, una caratteristica che conviveva tranquillamente con un altro aspetto della sua personalità, la serietà.

Emanuele era un ragazzo che non aveva mai dato preoccupazioni alla sua famiglia. E di certo non era il classico “bamboccione”. Gran lavoratore, era responsabile di magazzino della ditta di distribuzione alimentari Rabazzi di Chiesina Uzzanese (da dove era appena uscito al momento dell’incidente). Da qualche tempo si era trasferito a Santa Lucia, a Uzzano, dove viveva assieme alla sua compagna. Felice del fatto che di lì a poco sarebbe anche diventato padre. Tanta felicità stroncata in pochi attimi.

Adesso si attende la decisione della procura per decidere quando ci saranno i funerali, una cerimonia cui, sicuramente, nessuno avrebbe mai voluto partecipare.

(hanno collaborato Elena Guerri e Francesca Maltagliati)

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