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Malattie tiroidee e tumori in aumento a Monsummano

di Luca Signorini
Malattie tiroidee e tumori in aumento a Monsummano

La preoccupazione di Sergio Miglianti, medico e consigliere Compaiono anche patologie mai viste: effetto elettrosmog?

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MONSUMMANO. Non è allarmismo, anche perché mancano veri dati scientifici, gli unici che possono indurre a parlare con certezza. E neppure una protesta buttata nel calderone del dibattito avviato, di quelle che il più delle volte lasciano il tempo che trovano. Ma è una segnalazione (mista a preoccupazione) lanciata da un dottore, da un professionista del settore che cerca di darsi (e dare) delle spiegazioni (anche se, lo stesso, ex candidato a sindaco, ha un ruolo politico come consigliere di opposizione).

L'argomento sono le antenne di telefonia mobile, tema molto attuale in città soprattutto dopo i convegni organizzati dal Comitato quartiere stadio Strulli, associazione volontaria nata in seguito all'installazione di un ripetitore all'interno dell'impianto sportivo di via Venticinque Aprile (che fa il paio con la stazione radio base presente vicino all'ufficio postale di via Risorgimento).

«Negli ultimi sei mesi ho registrato nei miei pazienti una frequenza maggiore di malattie tiroidee – spiega Sergio Miglianti, medico di base con ambulatorio in via Battisti – e un aumento delle neoplasie cerebrali maligne da qualche tempo a questa parte. Non voglio assolutamente creare nessun tipo di allarmismo, ma ormai sappiamo che l'inquinamento elettromagnetico può modificare qualcosa nella salute delle persone. Da quando la questione è stata sviluppata con forza a Monsummano mi sono reso conto che molti pazienti sono venuti da me con patologie di questo tipo, prima non così numerose. Da dottore, credo che ci possa anche essere una correlazione, tutta da verificare naturalmente, con le onde emesse dai numerosi impianti di telefonia sul territorio».

Miglianti aveva spiegato questi cambiamenti rilevati nel suo lavoro all'ultimo incontro sull'elettromagnetismo convocato un mese fa all'Oratorio San Carlo. Ma il suo intervento, nell'occasione, era passato sotto traccia. « Tutto questo può essere una coincidenza – riprende Miglianti – ma certo è una cosa che a me ha fatto pensare, soprattutto perché il mio studio si trova proprio tra i due fuochi, le antenne dello stadio e delle poste che distano a pochi metri di distanza. In più, altro fatto anomalo, negli ultimi sei mesi ho avuto tre casi di glioblastoma (il tumore al sistema nervoso, ndr). Patologia che in 29 anni di servizio qui in via Battisti non avevo mai in nessun caso riscontrato. E anche questo mi ha dato da pensare».

Nessun allarmismo, dicevamo. E nessuna facile conclusione. Ma era necessario dare conto di tali aspetti a tutela dei cittadini. Soprattutto se si vuole discutere di un argomento controverso prendendo in esame tutti gli angoli e i lati della questione. Per non lasciare niente al caso.

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