Il dolore
«Sull’Hotel Vittoria troppe dimenticanze»
Il legale della proprietà replica ai gestori: «Ricordiamo il mancato rispetto degli impegni contrattuali»
MONTECATINI. Replica dell’avvocato Antonio Piro, legale della Hotel Cristallo Srl, sul caso caso dell’Hotel Vittoria. Replica rivolta al figlio del gestore dell’Hotel Vittoria Michele Innocenti.
«Pur conprendendo lo spirito filiale col quale prende a spada tratta le difese del padre – scrive l’avvocato – si asupicava maggior equidistanza da chi ricopre un ruolo istituzionale diretto a tutelare l’intera categoria (Innocenti è vicepresidente di Apam ndr), e che avrebbe dovuto indurre a stigmatizzare comportamente ritenuti illegittimi dall’autorità giudiziaria. È bene rammentare che il signor Roberto innocenti non solo non ha rispettato gli impegni contrattuali, ma non ha neppure rispettato il provvedimento giudiziario che gli imponeva il rilascio dell’azienda sin dal 28 febbraio 2013. Peraltro non sì può fare a meno di rilevare che l’Innocenti figlio non si perita dal riferire circostanze non veritiere, in quanto le mie affermazioni sono contenute nelle smentite del 22 marzo e del 17 maggio, che si sono rese necessarie a fronte delle errate rappresentazioni provenienti dall’Innocenti e contenute negli articoli di stampa, e in queste non vi è traccia di rassicurazioni rivolte ai dipendenti (né tantomeno ciò è avvenuto verbalmente). D’altra parte dimentica l’Innocenti figlio che i rapporti di lavoro coi dipendenti sono stati stipulati dall’Innocenti padre in proprio, e a tenore delle clausole d’affitto, scaduto il 15 novembre 2011, nessun effetto può essere ribaltato sulla proprietà. Ma, soprattutto, dimentica le sue personali rassicurazioni nella riconsegna dell’azienda esternate nel gennaio 2012 a fronte del rifiuto, da parte del padre, di stipula di un nuovo contratto d’affitto, di cui aveva accettato tutte le condizioni. Riconsegna mai avvenuta, tanto da aver costretto la proprietà a tutelarsi in sede gidiziaria».
«La Hotel CristalloSrl – chide la nota – ribadisce allo stato che ogni determinazione sulla prosecuzione dell’attività è subordinata alla verifica dello stato in cui sarà riconsegnata l’azienda, riconsegna che nulla di buono promette a fronte delle inadempienza accertate da enti pubblici e società di servizi pubblici. La verità dei fatti, quindi, è ben diversa da quella rappresentata, ed è facilmente documentabile.Con ogni più ampia riserva, anche in ordine ala tutela necessaria a fronte delle dichiarazioni lesive della dignità e onorabilitàa degli interessati».
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