Sicurezza
Prenotazione incubo per fare un Pap test
PESCIA. Non sappiamo se può essere definita come il “primo nemico della salute”, ma di certo, in un’ipotetica graduatoria, la burocrazia occupa un posto di tutto rilievo. Almeno a giudicare dalla...
PESCIA. Non sappiamo se può essere definita come il “primo nemico della salute”, ma di certo, in un’ipotetica graduatoria, la burocrazia occupa un posto di tutto rilievo. Almeno a giudicare dalla testimonianza di una nostra lettrice, che dovendo prenotare un Pap test si è trovata davanti a iter a dir poco farraginoso , con la decisione finale di lasciar perdere e di ricorrere a una visita a pagamento.
«Si parla tanto di prevenzione, lotta ai tumori – scrive la donna – non so se sia una realtà solo locale, ma siamo al paradosso»
A cosa si riferisce la nostra lettrice? A quella che ha ribattezzato come “l’Odissea”, per riuscire a fare un “Pap test” all’Asl 3.
«Dopo essermi fatta fare la ricetta dal medico generico – racconta la lettrice – ho chiamato il Centro Donna di Montecatini, ed è lì che è iniziata l’Odissea. “No signora, non prendiamo appuntamenti per telefono, deve venire qui personalmente perché devo segnare a mano l’appuntamento sulla ricetta”: così mi sono sentita rispondere. Comunque beh, fin qui... ma non basta».
Il dialogo con l’operatore è infatti continuato e, come racconta la donna, lo stesso ha aggiunto: «Poi signora, sempre personalmente deve andare al Cup a registrare l’appuntamento».
«Ma i Cup – si interroga la lettrice – non hanno un bel numero verde? Certo, ma i Pap test si fissano solo di persona. Cosa devono fare? Guardare in faccia una donna che potrebbe avere un tumore? Tutto ciò ovviamente crea disagi a chi, come me, lavora».
«Non ci credevo – prosegue la testimonianza – e ho chiamato il Cup, dove mi hanno detto che dovevo recarmi personalmente al Centro Donna o a un consultorio, ma che avrei potuto confermare l’appuntamento al Cup telefonicamente. E così ho fatto. Peccato che quando ho telefonato al Centro unico prenotazioni mi ha risposto un altro operatore, e mi ha detto “no signora, non gestiamo i Pap test”. Conclusione: io vado a farlo a pagamento, ma chi non può farlo è costretto a perdere almeno due mattinate di lavoro solo per fare prevenzione».
Logica la domanda conclusiva che si pone la nostra lettrice: «Costa di più una donna che si tiene sotto controllo o una donna malata?».
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