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Montecatini

«Stop ad altri incarichi per la dirigenza termale»

«Stop ad altri incarichi per la dirigenza termale»

MONTECATINI. «Abbiamo purtroppo letto che un'altra attività alberghiera, l'hotel Vittoria, gestita con professionalità da una delle più rinomate famiglie di Montecatini, è costretta a chiudere. Il...

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MONTECATINI. «Abbiamo purtroppo letto che un'altra attività alberghiera, l'hotel Vittoria, gestita con professionalità da una delle più rinomate famiglie di Montecatini, è costretta a chiudere. Il gruppo dei Riformisti - Socialisti esprime completa solidarietà alla famiglia Innocenti e invita tutti a riflettere sulla difficilissima situazione in cui si trova la nostra città. Ogni qualvolta una attività chiude è una ferita che va ad aggiungersi a quelle già esistenti». Inizia con questa amara riflessione un intervento del consigliere comunale Moreno Mencarelli, che va a toccare anche tanti nervi scoperti dell’economia cittadina: dalla mancanza di coesione delle categorie, alla situazione delle Terme. E, di fatto, dice no all’assegnazione di un incarico dirigenziale all’amministratrice termale uscente, Paola Paganelli (pur senza nominarla), come aveva ventilato ieri il sindaco Bellandi. «Purtroppo – ricorda – sono stato un facile profeta quando nel 2004, presentando la candidatura a sindaco, sostenni che era indispensabile rimettere al centro dell'azione di governo la nostra identità turistica e termale. Da parte di tanti protagonisti ed associazioni sono stati spesi fiumi di parole, ma allo stato dei fatti dobbiamo rilevare che in un decennio la situazione non è affatto migliorata». Allora Mencarelli dice che «non è più sostenibile la divisione delle categorie, sempre di più distanti dai loro associati e dalle necessità delle imprese. Serve un atto di responsabilità civica, partendo da una compattezza che abbia come unico obiettivo la sopravvivenza momentanea e il rilancio della città. È improcrastinabile mettere al centro di tutte le azioni il lavoro e le aziende. Le associazioni devono fare fronte e ribellarsi agli aumenti di tasse che vari governi, centrali e non, vogliono imporre al volano economico del paese. Bisogna partire da un'operazione verità sulla situazione delle Terme, quanti soldi occorrono per far ripartire il cantiere e quanti per terminare i lavori, e in quanto tempo. A noi non interessa sapere come sarà composto l'asse dirigenziale, ne abbiamo già visti troppi. Non vogliamo più sentire il rumore delle sedie degli amministratori che si spostano, ma il suono delle betoniere. In questo momento siamo fortemente contrari ad eventuali nuovi incarichi dirigenziali, anche perché dobbiamo tagliare i costi e non certamente aumentarli, visto anche il senso di responsabilità dei dipendenti per aver accettato i contratti di solidarietà. L'amministrazione comunale, in tutte le sue forme, celermente individui (con la partecipazione delle categorie e dei sindacati) quelle priorità sostenibili in relazione alle risorse effettive. Pronti ad eventuali azioni di forte protesta, senza sconti per nessuno».

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