Il Tirreno

Montecatini

Natalini ammette «Soldi necessari per la mia azienda»

di Massimo Donati

Sponsorizzazioni gonfiate alle associazioni ciclistiche l’imprenditore calzaturiero conferma parte delle accuse

2 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. Un meccanismo indispensabile per far sì che l’azienda potesse andare avanti, continuando a dare lavoro a quasi 220 persone nonostante la grave crisi economica. Ha risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari «chiarendo tutto quello che c’era da chiarire» – ha spiegato il suo avvocato difensore – Sergio Natalini, titolare dell'omonimo calzaturificio di Pieve a Nievole, finito agli arresti domiciliari otto giorni fa nell’ambito dell’inchiesta sulle sponsorizzazioni dopate alle società di ciclismo dillettantistico.

Natalini, 64 anni, residente a Monsummano, è stato sottoposto ieri mattina all’interrogatorio di garanzia, assistito dai legali Sabrina Simone e Andrea Ferrini. «Ha chiarito – spiega quest’ultimo – tutto quello che c’era da chiarire, completamente, anche attraverso una corposa documentazione, spiegando e ammettendo quei fatti che nel tempo si sono realmente verificati, senza reticenze».

Titolare di una delle aziende che meglio hanno saputo affrontare la crisi, Natalini è un nome prestigioso dell'economia locale, una di quelle persone che hanno costruito la propria fortuna partendo da zero, inziando a lavorare in fabbrica da bambino fino a riuscire a costruire una realtà produttiva che arriva a fatturare quasi 20 milioni di euro all'anno e che riceve commesse da uno dei nomi più prestigiosi del made in Italy, come Salvatore Ferragamo.

Natalini è uno degli sponsor storici della squadra ciclistica Monsummanese del presidente Giacomo Pasqui, finito in carcere. L’imprenditore avrebbe ammesso davanti al giudice che delle diverse centinaia di migliaia di euro dati all’associazione ciclistica circa due terzi gli sarebbero tornati indietro sotto banco: soldi necessari per poter mandare avanti l’azienda. La tesi accusatoria della procura è appunto quella che le diverse società ciclistiche coinvolte emettevano per ciascuna sponsorizzazione due fatture: una pari all’intero importo da dare al finanziatore, che la metteva a bilancio; una di importo ridotto (circa un terzo del totale) che veniva messo a bilancio dalla società; circa due terzi dei soldi venivano restituiti in contanti all’azienda.

Ieri mattina sono stati interrogati anche i due indagati sottoposti al divieto di dimora: l’ex ciclista Elia Aggiano (che si è avvalso della facoltà di non rispondere) e Luigi Magurno (che invece ha risposto). Un altro sponsor, Gianni Saltini, ai domiciliari a Langhirano, è stato interrogato per rogatoria dal gip di Parma.

Già oggi il gip di Pistoia Alessandro Buzzegoli potrebbe prendere le prime decisioni sulle istanze di scarcerazione presentate dagli arrestati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web