Il Tirreno

Montecatini

La benedizione delle Harley Davidson

di Niccolò D'Innocenti
La benedizione delle Harley Davidson

Centinaia di bikers alla cerimonia finale del megaraduno di Montecatini

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Finale col botto per la Tuscany Regional Rally, che con una bellissima parata ha salutato Montecatini e i suoi abitanti. Questo corteo, che è partito dal Mondolandia Village per arrivare fino allo stabilimento Tettuccio, è stata la ciliegina sulla torta di una tre giorni all'insegna delle moto, della musica, e, sopra ogni cosa, della passione per il mondo della Harley Davidson. Un imponente convoglio composto da circa 300 moto, di ogni forma e colore, ha fatto passerella per le vie cittadine come un lunghissimo serpente fatto di caschi e giacche di pelle.

FOTO Il raduno delle Harley: 1° giorno  / 2° giorno / 3° giorno

In molti si sono fermati per guardare questa insolita sfilata, e nessuno si è lamentato per il momentaneo blocco del traffico che è stato eseguito, con impeccabile precisione, dagli harleysti che si sono occupati dell'organizzazione. Anzi, tutti hanno approfittato dei propri smartphone o delle proprie macchine fotografiche per immortalare questi moderni cavalieri. All'arrivo nello stabilimento termale, dopo le sgassate e colpi di clacson a tutto volume e in mille tonalità, i motociclisti hanno ricevuto la benedizione di Don Mario, che, salito a bordo di una Harley, ha dedicato ai presenti una preghiera.

Come ormai d'abitudine, anche la giornata di oggi (domenica) si è trasformata in una festa, grazie ai centauri più attrezzati che dai loro cavalli di ferro hanno sparato dalle casse canzoni di ogni genere, con un solo tema ricorrente : la strada. Su tutti, infatti, sono spiccati i pezzi di Bruce Springsteen e di Bob Dylan, anche se qualcuno è andato controcorrente, preferendo canzoni di Renato Zero e di Lucio Battisti. Non sono mancati neanche gli scivoloni, visto che all'arrivo al Tettuccio un pilota, forse per l'emozione e per la grande folla di gente presente, ha perso il controllo della propria Harley senza però, per fortuna, fare male a se o agli altri. Unico ferito di questo mini incidente è stato lo specchietto della moto, che purtroppo non conserverà un bel ricordo di questa giornata.

Non solo Harley però in questa parata. C’è chi, come due giovani del posto, Marco Menocci e Federico Pasquini, hanno preferito giocare in casa e si sono accodati al corteo a bordo di una Vespa 50 Special, che, nonostante la differenza di mole, non ha sfigurato accanto a tutte le altre due ruote. Anzi, in molti si sono fermati a fotografare quest'altro mito della strada, che, bianca come la neve, si stagliava nella massa più o meno uniforme di nero formata dalle moto americane. E che, nonostante il grido "Vespa sempre e comunque", è stata ben accettata, anche se non senza qualche diffidenza iniziale, da tutti i partecipanti al corteo.

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