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Sponsor e fatture gonfiate Pasqui interrogato 3 ore

Sponsor e fatture gonfiate Pasqui interrogato 3 ore

L’ex vicesindaco respinge davanti al Gip l’accusa di associazione a delinquere Il suo legale ha chiesto gli arresti domiciliari al posto della custodia in carcere

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MONSUMMANO. Tre ore di domande e risposte, ieri mattina, per Giacomo Pasqui, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari.

Assistito dal suo legale, l’avvocato monsummanese Claudio Casciani, il presidente della società ciclistica Monsummanese ed ex vicesindaco avrebbe risposto a tutte le domande relative all’inchiesta – relativa a un giro di fatturazioni false attraverso le sponsorizzazioni – che lunedì scorso ha portato al suo arresto e a quello di altre sette persone, tra componenti della squadra di ciclismo e imprenditori.

Pasqui ha spiegato la sua posizione, non avrebbe negato il meccanismo delle sponsorizzazioni (che porta a gonfiare le fatture delle stesse sponsorizzazioni per dare benefici fiscali alle imprese che offrono il proprio contributo). Del resto si tratterebbe di un meccanismo non insolito nel mondo dello sport, indipendentemente dalla disciplina, in cui le società sarebbero giocoforza costrette ad adeguarsi pur di ricevere i sostegni economici. Un meccanismo a cui ci si sarebbe adeguati anche a Monsummano, non per trarne benefici personali, ma proprio per garantire l’attività della società ciclistica. Respinte con forza invece tutte le altre accuse, a partire da quella di associazione a delinquere. «Il mio assistito a replicato a ogni accusa – spiega Casciani – in tutti i particolari che emergeranno in caso di processo».

Giacomo Pasqui, nonostante i tre giorni di carcere (è l’unico tra gli arrestati a non aver subito la misura dei domiciliari), non è apparso assolutamente fiaccato, nel fisico e nello spirito, dalla prigionia. In ogni caso il suo legale ha presentato la revoca della misura della custodia cautelare in carcere, ritenendo che esistano tutte le condizioni per adottare la misura dei domiciliari (una risposta al riguardo è attesa nel giro di ore).

Restando nell’ambito della società ciclistica si è invece avvalso della facoltà di non rispondere il segretario Sergio Mangiantini, per il quale si prospetta l’ipotesi di un cambio di legale, essendo emersi dei profili di incompatibilità con il suo avvoccato (che era sempre Casciani).

Assisto da un legale dello stesso studio anche il terzo arrestato della Monsummanese, l’altro segretario Giampiero Mariani. Per lui – considerato dai suoi legali una figura non di rilievo nella vicenda – è stata chiesta la revoca degli arresti domiciliari per consentirgli di tornare al lavoro.

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