Il Tirreno

Montecatini

Maccioni premiato dai grandi vecchi della ristorazione

di Corrado Benzio
Maccioni premiato dai grandi vecchi della ristorazione

Al Tettuccio riceverà l’Eurotoques da Bocuse, inventore della nouvelle cuisine e dal grande Gualtiero Marchesi

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MONTECATINI. Non sarà il solito premio, il banale riconoscimento ad una carriera straordinaria.

Per Sirio Maccioni il 28 maggio sarà una giornata particolare. Alle 14,3o sotto le volte del Tettuccio riceverà il premio Eurotocques, riconoscimento degli chef europei ad un personaggi che cuoco non lo è mai stato.

A decidere per questo importante riconoscimento proprio due chef che hanno cambiato il modo di mangiare nel modo. Si tratta di Paul Bocuse, l’inventore (ma questa primogenitura è contestata ) della Nouvelle Cuisine sulla fine degli anni Settanta, e Gualtiero Marchesi, l’uomo che portato la cucina e la ristorazione italiana a livelli mai raggiunti. Il primo chef nella Penisola a ricevere negli anni Ottanta le tre stelle dalla guida rossa Michelin.

Insomma una parte della storia della cucina mondiale del Dopoguerra sarà a Montecatini per omaggiare un figlio della Valdinievole.

Sirio arriverà da New York o da una delle cento località dove ha locali (o dove immagina di aprirli) accompagnato dalla inseparabile Egidiana.

Starà nella sua bella villa sul limitare delle terme e sarà protagonista di questa cerimonia. Per quanto lo conosciamo (poco) dovrebbe esserci spazio anche per una lacrimuccia.

Maccioni è uno dei grandi interpreti (anzi il più grande) della tradizione dell’ospitalità di Montecatini e della Valdinievole.

Lui che dovette cercare fortuna all’estero, quando – primi anni del Dopoguerra – in Valdinievole non c’era da mangiare. Soprattutto se si era, come lui, orfano di guerra: il padre era morto sotto un inutile cannoneggiamento alleato mentre era al mercato di Montecatini.

Maccioni sarà omaggiato come l’uomo che ha fatto scoprire agli americani cos’è la grande cucina. E giustamente sarnno un francese ed un italiano a consgenargli il riconoscimento.

Perchè Maccioni ha lanciato la cucina francese in usa perchè in quegli anni (siamo nei Settanta) era la prima al mondo.

Ma quando ha capito che l’Italia stava salendo – grazie anche a personaggi come il Divino Marchesi – Maccioni ha saputo virare i suoi piatti verso i grandi classici (rivisitati) del nostro Paese.

Si parla di personaggi che hanno veramente rivoluzionato il modo di cucinare. Certo di Bocuse si può ricordare la soupe des truffes VGE, ovvero Valery Giscard d’Estaing, il presidente francese che lo invito all’Eliseo per appendergli sul petto la Leggion d’honneru e per il quale Bocuse inventò quel piatto.

Di Marchesi si ricordano classici come il risotto allo zafferano con la foglia d’oro, il raviolo aperto, il soufflè di pan ettone alla milanese.

Maccioni è l’uomo che ha rivisitato e rilanciato in tutto il mondo un vecchio classico francese: la créme brulèe.

P i ù di trent’anni fa a Lucca ci fu un raduno di grandi cuochi – da Bocuse al compianto Roger Vergè fino allo stesso Sirio – l’appuntamento del 28 maggio sembra essere un naturale ritorno. Con questi personaggi, sicuramente attempati, ma ancora in prima linea, sia in cucina che in salata.

E sperando che Montecatini tragga insegnamento dalla biografia di questi grandi pionieri della ristorazione.

E l’appuntamento con Eurotoques possa essere il primo di una lunga serie. La città ha bisogno di tornare ad essere una capitale della gastronomia almeno nazionale.

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