Sicurezza
Il Convention bureau va in liquidazione ma si pensa al sostituto
L’assemblea vota la chiusura di Montecatini Congressi Ora serve una struttura privata che organizzi gli eventi
MONTECATINI. Muore il Convention bureau, ma subito dalle sue ceneri nasce un’araba fenice che, sotto “mentite spoglie”, ne potrebbe proseguire l’azione. L’assemblea dei soci di Montecatini Congressi ha infatti ieri accolto la proposta del Consiglio d’amministrazione di messa in liquidazione della struttura, ma al tempo stesso sia la parte pubblica che quella privata hanno convenuto che un simile organismo resta necessario in una città che vive sugli eventi, sui convegni e sulla promozione turistica. Pertanto l’obiettivo diventa ora quello di trovare una valida alternativa che possa essere comunque sostenuta, anche se in via più “indiretta”, dai finanziamenti pubblici. Il Cb chiude così la sua esperienza (formalmente la parola fine la metterà l’assemblea straordinaria, sarà convocata entro fine giugno), e lo fa presentando, proprio ieri, un bilancio consuntivo relativo all’anno 2012 sano, avendo registrato un avanzo di 49mila euro, che copre così completamente le perdite accumulate nel corso del 2011.
La prima conseguenza della messa in liquidazione della struttura ha purtroppo effetti anche dal punto di vista occupazionale, dato che è stato immediatamente interrotto il rapporto di lavoro con la direttrice Maria Egizia Gargini, mentre all’unica dipendente è stato ridotto l’orario. «D’ora in avanti – dice il presidente, Fabrizio Raffaelli – la nostra azione sarà esclusivamente ordinaria e amministrativa. D’altra parte siamo ormai rimasti anche senza risorse». La principale motivazione che ha portato alla (ormai prossima) chiusura della struttura è una scadenza normativa nazionale prevista per settembre: la legge impone infatti agli enti pubblici, entro tale mese, di uscire dalle società pubblico-private (e tra queste i convention bureau). E a Montecatini il pubblico ha il 70 per cento delle quote. Ma, come detto, forse non è tutto perduto (né le esperienze lavorative delle cosiddette “risorse umane”, né i preziosi contatti creati nel corso degli anni). «Durante l’assemblea – racconta Raffaelli – è emersa chiaramente la volontà di continuare a lavorare tutti insieme. Sia le associazioni, sia la parte pubblica, hanno espresso la volontà di cercare un modo che impedisca di perdere quanto di buono fatto finora». E torna allora alla mente quella struttura più “snella” di cui parlavamo martedì proprio con Raffaelli. Il problema che ci aveva segnalato era però che l’assenza del pubblico avrebbe determinato risorse insufficienti a un regolare svolgimento dell’attività. «Ancora siamo in una fase embrionale – dice il presidente del Cb – e a breve dovremo capire verso quale tipo di soggetto vogliamo andare. Il pubblico non può per legge entrare in una nuova società, ma per esempio potrebbe compartecipare sui singoli e specifici progetti…».
Sicuramente, qualora ci fosse una stravolgimento rispetto alle indicazioni emerse negli ultimi giorni, non sarà Montecatini Congressi a occuparsi di Miss Italia, uno dei fiori all’occhiello del Cb assieme a Golden Age, alla tappa del Giro d’Italia e alle tante altre manifestazioni coordinate (e in taluni casi acquisite) nel 2012. «Ma la nuova struttura non si occuperà solo di eventi: potrebbe infatti costituire un raccordo tra i vari soggetti del territorio e tra questi e Toscana Promozione. L’importante, per ora, è che tutti hanno la volontà di fare squadra e questa è sicuramente una bella eredità che lascia il Convention bureau».
David Meccoli
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