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Opposizioni scatenate a pescia

Un fuoco incrociato sull’ex sindaco Abenante

Un fuoco incrociato sull’ex sindaco Abenante

È un fuoco incrociato quello diretto verso l’ex sindaco Antonio Abenante dal resto dell’opposizione, dopo la sua decisione di astenersi prima sulla mozione di sfiducia verso il sindaco Marchi

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PESCIA. È un fuoco incrociato quello diretto verso l’ex sindaco Antonio Abenante dal resto dell’opposizione, dopo la sua decisione di astenersi prima sulla mozione di sfiducia verso il sindaco Marchi e poi, dopo che nel frattempo è stato eletto presidente del consiglio comunale, votando a favore del bilancio.

L’Idv di Pescia si affida all’ironia, dicendosi non sorpresa e parlando di un copia e incolla, da parte di Abenante, del modello nazionale delle larghe intese «salvando i pesciatini, a loro insaputa, dal disastro finanziario e democratico, dal pericolo di di deriva populista e, già che ci siamo, dall’immane tragedia della moria di carpe nel fiume Pescia, dimostrando lungimiranza e senso di responsabilità più o meno come avviene a Roma con i governi Monti e Letta».

Pescia Democatica da parte sua rivendica il fatto di non aver appoggiato a suo tempo la candidatura Abenante e ribadisce che avrebbe preferito il commissario «per interrompere l’azione di governo di una giunta incapace e dannosa per la città», dice citando lo stop alla recissione del contratto con Pepar o il passaggio proprietà del Comicent. Per Rifondazione invece non regge la motivazione di Abenante sui rischi dell’arrivo del commissario prefettizio, dal momento che tasse e tariffe sono già al livello massimo («La paura del Commissario non sarà invece tutta degli ammistratori, nuovi e vecchi?» ).

Per il consigliere e segretario provinciale del Pd MarcoNiccolai invece la scelta di Abenante è servita a far chiarezza su molte cose: su ciò che il sindaco di Pescia è disposto a fare pur di rimanere in sella; sull’assunzione di responsabilità dei consiglieri di fronte ai cittadini e sul fatto che il Pd faccia un’opposizione ferma.

Duri con Abenante anche i Giovani Democratici di Pescia: «Qualche malpensante potrebbe essere portato a pensare che lei prima si sia assicurato una bella poltrona, e dopo abbia accordato il suo voto. Ma sarebbero certamente in errore, perché si sa che lei agisce per il bene dei cittadini e non cerca incarichi per sé».

A replicare a tutti gli attacchi è il portavoce del Pdl Luca Celli: «Pensavamo che non servissero ulteriori spiegazioni e che la vittoria politica della responsabilità fosse sufficiente a mettere a tacere chi si siede sui banchi del consiglio solo per fare le barricate, piuttosto che per amministrare la città, ma a quanto pare ci sbagliavamo. Non passa giorno in cui non si inneggi al tradimento, piuttosto che rendersi conto che l’unico vero sconfitto è il partito del disfattismo, capitanato da chi, pur di farsi campagna elettorale è pronto a puntare tutto sull’ingovernabilità. Siamo sicuri che alla cittadinanza stia più a cuore avere un’amministrazione in grado di portare avanti il proprio programma, piuttosto che subire la venuta di un commissario che sarebbe solo un trofeo di gomma per le vecchie e nuove anime dell’opposizione. La mozione di fiducia non è passata e il bilancio è stato approvato, quindi consigliamo a chi non condivide la linea politica del sindaco Marchi di prendere atto della sconfitta e di fare opposizione in maniera responsabile, riponendo le armi».

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