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«I lavori alla chiesa spettano alla curia»

«I lavori alla chiesa spettano alla curia»

Il sindaco di Massa ribadisce la posizione del Comune dopo il sit-in di protesta dei residenti che non possono andare a messa

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MASSA COZZILE. Il parroco, Don Enrico Carocci, non sente ragioni. Più volte interpellato, sia dai cittadini che dall'amministrazione, non si muove dalla sua decisione: lui, nella chiesetta di San Michele, piccola ma funzionante pieve accanto al museo civico di Massa, non vuole celebrare messa. «Probabilmente non sente suo quel luogo – dice il sindaco Massimo Niccolai – don Enrico è un mio amico e una bravissima persona. Ma a questa soluzione ha detto no, e nessuno può costringerlo a cambiare idea». Perché il Comune, dopo quel fatidico 28 novembre dell'anno scorso, quando un fulmine si abbatté, frantumandolo, sul lucernario della cinquecentesca chiesa di Santa Maria Assunta, rendendola inagibile, aveva offerto alla curia e alla parrocchia del borgo storico la chiesetta di San Michele. Così da non interrompere le funzioni religiose nell'attesa che gli interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza nella chiesa principale iniziassero e arrivassero a conclusione. Una soluzione provvisoria che poteva venire incontro ai residenti, soprattutto anziani, che abitano il colle. Una soluzione, comunque, per ora bocciata. E che si unisce al problema più importante e sentito: la chiusura fino a data da destinarsi di Santa Maria Assunta. «La sistemazione della chiesa è la questione centrale – riprende Niccolai – ma è una cosa che riguarda soltanto la curia. Noi negli scorsi mesi abbiamo più volte sollecitato i lavori, ma più di questo non possiamo fare. L'ultima volta che ho parlato col vescovo era per offrire lo spazio di San Michele. So di per certo che i loro tecnici sono venuti a fare le verifiche e le valutazioni sul posto. Ma non so a che punto è la burocrazia della curia. Posso di nuovo sollecitarli a muoversi, ma credo che qui ci sia un problema di fondi». Ecco, i soldi. Che siano architetture civili o religiose, quello è il punto da cui partire. Solo che da qualche tempo a questa parte i cittadini di Massa urlano a gran voce il loro dissenso. Domenica mattina, ad esempio, una cinquantina di attivisti del comitato Borghi Storici, l'associazione che tira le fila della mobilitazione, hanno organizzato un sit-in proprio davanti ai cancelli della chiesa sbarrata. Il presidente Leonardo Bonelli, tra l'altro, si è pure incatenato. Simbolo di una pacifica ma eloquente rivolta, di una lotta serrata. Recitava un volantino: “I nostri obiettivi sono svolgere la funzione religiosa domenicale presso la chiesa di San Michele, sollecitare i lavori di ripristino dei danni alla lanterna e al tetto della navata sud della chiesa Parrocchiale, ripristinare il sistema campanario e l'orologio affinché possano tornare a dettare i ritmi della nostra vita”. Fermi e decisi, ma aperti al dialogo, i residenti hanno anche fatto avere al parroco un foglio con 96 firme per persuaderlo a celebrare messa in San Michele.(lu.si.)

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