Il Tirreno

Montecatini

Le sirene della Calabria per il concorso 2013

di Corrado Benzio

Una località turistica del sud potrebbe trovare soldi e sponsor per spostare la manifestazione già da settembre nel Sud d’Italia e tornare in televisione

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MONTECATINI. In Italia non c’è niente di più provvisorio del definitivo. E quindi Montecatini può ancora sperare che Miss Italia uscita dalla porta (in realtà con un bel calcione), possa rientrare dalla finestra su RaiUno.

Le cose sono note. Giancarlo Leone, figlio del presidente della Repubblica, ha detto che RaiUno non ospiterà più Miss Italia. E lo ha detto alla patronne a gennaio quando il contratto era scaduto (la convenzione era firmata dal padre fino al 2012).

Quindi le diffide della Miren alla Rai sono carta straccia. Anche se Leone lo avrebbe comunicato da Lucio Presta. A questo proposito il fatto che in Miss Italia comandi il potente agente dei divi (da Benigni a Bonolis fino a Paola Perego che è la moglie di questo ex ballerino) la dice già lunga di quanto si sia assottigliato il potere della famiglia Mirigliani da quando è scomparso il padre.

Ma il no a Miss Italia da parte di RaiUno è foriero di diverse e gravi conseguenze.

Intanto quello che un tempo si chiamava Canale Nazionale è ancora oggi il principale canale televisivo come numeri di ascolto.

Impossibile quindi immaginare Miss Italia su RaiDue, e tantomeno sui RaiTre: troppo lontano il pubblico.

Non a caso Patrizia Mirigliani sta lavorando con Sky e Mediaset. Per chi conosce le cose della tv, appare chiaro che Sky (pubblico giovane, medio-alto) non ha alcun interesse per Miss Italia. Idem

le tv di Berlusconi. Che forse, se avesse avuto un vero interesse per il concorso delle miss, lo avrebbe già catturato.

In questo clima c’è la proposta di Mirigliani di offrirlo gratis alla Rai. Perchè sembra che il programma costi quanto Sanremo: 5 milioni di euro.

E qui entriamo nel core business. Miss Italia, dicono le voci di dentro, non trova sponsor che possono coprire le telepromozioni e fare contenta la Rai.

Non ci sono soldi in giro e sono finiti i tempi d’oro della Sasch, il marchio di abbigliamento giovane che faceva capo a Roberto Cenni, sindaco di Prato.

Sasch non esiste più e i nuovi sponsor non sono così munifici. E parliamo di una situazione in cui ci sono grandi difficoltà anche a recuperare soodi per i Mondiali di ciclismo.

Ma intanto concentriamoci su Miss Italia 2013. La voce, insistente, da mesi è che il concorso vada al Sud, forse in una località di mare della Calabria.

Che sarebbe pronta a far fronte alle spese Rai pur di avere una manifestazione di livello nazionale in un’area dove c’ turismo ma non ci sono iniziativa promozionali valide.

La voci dei calabresi all’assalto di Miss Italia è tutto fuorchè peregrina. Ed è l’unica indiscrezioni che gira per viale Mazzini. Perché in questo momento senza copertura tv nessuno si prende la briga di assumersi un impegno così grosso.

C’è un poi un aspetto locale, molto pregnante, che parte della città e delle categorie non crede al ritorno economico e di immagine di questo concorso.

È storia vecchia, ma sempre nuovissima. Non è un caso che la cancellazione dal palinsesto non abbia suscitato nessuna reazione da parte della città.

Che in realtà si interroga su una semplice domanda: al di là dei costi e di altri sacrifici, ma se neppure la Rai lo vuole trasmettere (il concorso), dobbiamo essere noi a crederci.

Del resto Miss Italia ha avito dei momenti di bassissimo interesse in Italia. E’ tornata a contare qualcosa, nell’Italia del riflusso, quando nella guerra con le nuove tv commerciali di Silvio Berlusconi (non ancora entrato in politica), la Rai pensò di fare diventare un format la vecchi passerella in bikini.Decollò il modello Salsomaggiore. Quasi 4 serate di diretta, tanti ospiti anche famosi (da Alain Delon alla Sofia Loren) e dietro la Regione Emilia che spingeva e finanziava. Poi tutto è finito.

Come è finita quella pletora di programmi (da Stasera mi butto a La sai l’ultima) che servirono alla Romagna per rilanciarsi dopo la tragedia delle alghe. Anche lì i finanziamenti (enormi) arrivarono da Bologna per sostenere il sistema turistico.

Insomma anche per Miss Italia Montecatini , come direbbero i tiratardi dei night, finita boccia (i soldi, è chiaro) finito amore.

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