Finanza
Sì al bilancio dal disavanzo record
Approvati i conti di Pescia anche con il voto favorevole del neo eletto presidente del consiglio
PESCIA. Che cosa non si fa in nome della responsabilità. Non si vota una mozione di sfiducia che farebbe cadere la giunta, ottenendo in questo modo il riconoscimento di figura super partes e quindi il ruolo di presidente del consiglio comunale. E si vota un bilancio che presenta un disavanzo di 3milioni e 400mila euro, perché «un commissario sarebbe un disastro per la città». Questa la parola più pronunciata del consiglio comunale di mercoledì sera: responsabilità.
Un consiglio che ha visto l’elezione alla carica di presidente di Antonio Abenante, la figura super partes, come il gruppo del Pdl ha affermato. Super partes perché al di sopra delle parti, o perché non si sa più da che parte sta: da esponente del Pd, avversario nelle passati elezioni dell’attuale sindaco di centrodestra, ad appartenente al gruppo misto che vuol permettere a questa amministrazione di risolvere questioni fondamentali per la città di Pescia. In fin dei conti se un’intesa riesce a trovarla pure il governo, perché non dovrebbe riuscirci l’amministrazione pesciatina?
Abenante è riuscito ad ottenere la carica di presidente con undici voti favorevoli, un astensione e nove voti contrari andati a Ferdinando Campolunghi di Rifondazione Comunista.
«Mi faccio carico – ha detto Abenante – di questa responsabilità nei confronti della città, con la mia storia, le mie idee e la mia libertà di giudizio. Non ho particolari aspirazioni politiche. Ma vorrei che ci fosse un rinnovamento della politica. Quello che però adesso è necessario è rimboccarsi le maniche per dare una mano alla città».
Oltre alla rielezione del presidente del consiglio, il terzo di questo mandato dopo Oliviero Franceschi e Salvatore Leggio (esponente di Fli che ha deciso recentemente di dare le proprie dimissioni e di collocarsi fra i banchi dell’opposizione), l’altro punto fondamentale all’ordine del giorno è stato l’approvazione del bilancio consuntivo del 2012. Un rendiconto che si è chiuso con un disavanzo (differenza negativa fra le attività e le passività) di 3milioni e 440mila euro. Numeri che testimoniano la difficile situazione finanziaria dell’ente che sembra andar di male in peggio, visto che fino a poco tempo fa l’opposizione gridava al dissesto relativamente al milione e mezzo di disavanzo con cui si era chiuso il consuntivo 2010.
In realtà però la situazione non è così grave come potrebbe sembrare: «Il disavanzo di oltre 3 milioni – ha spiegato l’assessore al bilancio Oria Mechelli – è frutto del taglio dei residui attivi che abbiamo fatto. Si tratta di crediti risalenti anche a anni antecedenti al 2000, sui quali i bilanci pregressi si sono retti, ma che non corrispondevano alla reale situazione. Noi abbiamo realizzato un bilancio più realistico e veritiero. Non è detto poi che di questi crediti non riusciamo comunque a recuperare una buona parte». Inoltre l’amministrazione potrà contare su nuovi strumenti di legge che permetteranno di pagare una parte dei debiti e di rientrare del disavanzo in un periodo di dieci anni.
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