Finanza
«Le risposte non arrivano» Proteste sul business park
Il Comitato per i Cittadini della Valle del Pescia lamenta il silenzio del Comune Ancora non è stato deciso quando fare una seduta consiliare sull’area industriale
PESCIA. «I comportamenti tenuti dall’attuale amministrazione comunale ci lasciano molto amareggiati. Chiediamo pubblicamente che venga stabilita la data per il consiglio comunale aperto sulla questione del Business Park, dando così possibilità a tutti i cittadini interessati di dire la loro opinione»: Il Comitato per i Cittadini della Valle del Pescia non si scoraggia e torna a chiedere all’amministrazione la convocazione di un consiglio aperto per discutere pubblicamente della nuova aria industriale prevista dal piano strutturale.
È evidente, da un comunicato redatto dagli stessi cittadini, il timore chele proprie richieste rimangano inascoltate: «Nonostante le numerose richieste di chiarimenti legati all’adozione dell’attuale piano strutturale, e in particolare per quanto concerne l’Utoe 7, le due “Pesce”, il cosiddetto Business Park (la zona Industriale molto allargata, di Macchie di San Piero), adoggi poco è stato fatto dai nostri amministratori. Le osservazioni presentate al piano strutturale, il ricorso pendente al Tar proposto da alcuni cittadini, le osservazioni presentate al bando che il Comune ha indetto per la stesura del regolamento urbanistico, la richiesta di un consiglio comunale aperto sull’argomento, a oggi hanno prodotto solo quattro incontri con l’architetto responsabile del procedimento, a cui il sindaco ha presenziato solo due volte. Incontri che, a una prima apparente volontà dell’amministrazione di voler cercare una soluzione condivisibile, di fatto non hanno a oggi prodotto niente».
I problemi sollevati dal comitato riguardano essenzialmente la paura che la nuova area industriale possa portare gravi danni ambientali nella zona, oltre che aggravare il rischio idrogeologico e minare la sopravvivenza delle aziende florovivaistiche tutt’ora esistenti. Timori legittimi di cui gli abitanti dell’area vorrebbero poter discutere appunti in un consiglio comunale aperto: «A norma - prosegue il comunicato - dell’articolo 41 del regolamento del consiglio si prevede che il presidente debba convocare l’adunanza aperta quando ne sia richiesta dal sindaco o da almeno un quinto dei consiglieri. L’articolo non precisa in quali termini ciò debba avvenire ma, diciamo noi del Comitato, se è stato sancito il diritto l’amministrazione si deve preoccupare di adempiere. Richiamiamo qui la funzione di garante che la presidenza dovrebbe svolgere a tutela del diritto che un vasto numero di cittadini, ad oggi inascoltati, si vede così negato».
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