Attenzione
Pedofilia: dagli abusi si può guarire
Il dibattito con esperti in sala consiliare ha affrontato anche i casi che si sono verificati in città
MONTECATINI. La pedofilia è un tema talmente delicato che spesso chi vi fa riferimento è costretto a usare perifrasi che cerchino di rendere meno dolorosa una questione straziante e che colpisce le persone nella loro fase di vita più fragile: l'infanzia. «Ma l'importante è che se ne parli, anche se è un fenomeno raccapricciante», dice Luciana Bartolini, presidente dell'associazione Gente di Toscana che ha promosso l'incontro di ieri in sala consiliare su questo complicato argomento. Nell'ultimo anno Montecatini è stata protagonista di diversi casi di abusi su minori, uno dei quali culminato con una sentenza storica (sono stati inflitti 16 anni a Paolo Donnini, il commerciante di videogiochi arrestato un anno fa). Perciò quest'iniziativa, che ha avuto tra i partecipanti esponenti del mondo politico, giudiziario e psicologi, è stata ascoltata da un pubblico molto sensibile.
Per citare qualche dato: nel 2011 in Toscana gli abusi in famiglia sono stati 40, ben75 gli abusi generali e addirittura 464 i maltrattamenti a danno dei minori. Nella maggior parte dei casi il responsabile è un uomo (88,7%) di età tra i 40 e 70 anni. Nella nostra provincia gli abusi sono stati 30 e i maltrattamenti 50. Tuttavia questi sono solo gli episodi registrati e presi in carico dai servizi sociali: «Riusciamo a scoprire soltanto la punta dell'iceberg – racconta Jacqueline Magi, magistrato impegnato da anni contro la pedofilia – perché la maggior parte delle volte l'abuso non viene denunciato, oppure ritrattato. Alla base di questo c'è un grosso problema culturale: mi sono trovata spesso davanti a bambini che, dopo aver capito di aver danneggiato la famiglia, ritiravano le accuse. Oppure ragazzi che, dopo aver denunciato uno stupro, si rimangiavano tutto per paura di essere tacciati di omosessualità». Oggi la situazione sta cambiando anche per le nuove leggi sulla prevenzione degli abusi. Ciò che non cambia sono i danni ai bambini: «Un trauma del genere – spiega la psicologa Anna Massi – rende l'infanzia non più vivibile». Ma una via per la guarigione c’è: «Parlare del problema e accettare un aiuto. E quando l'uomo che ha abusato del mio paziente è stato condannato, ho capito che il bambino era veramente guarito».
Lorenzo Porciani
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