Il dolore
Leopoldine aperte per la stagione 2015
Lo garantisce Sassoli. «Per risparmiare sugli stagionali abbiamo mandato gli impiegati a lavorare negli stabilimenti»
MONTECATINI. Per la stagione 2015 la piscina delle Leopoldine dovrebbe essere pronta. E magari con una importante gestione privata.
Parola di Giancarlo Sassoli, consulente straordinario delle Terme di Montecatini. Dopo la polemica televisiva abbiamo chiesto all’ex manager della sanità versiliese, il punto esatto della situazione delle terme, partendo dal nervo scopertissimo del progetto Fuksas.
Obbiettivo 2015. «La storia sta così – spega Sassoli – il 24 aprile scorso il cda delle Terme ha approvato un bilancio che è in pareggio. Questo permette alla Regione di erogare 6 milioni di euro senza incorrere in una procedura di infrazione per aiuto di Stato. Ma i 6 milioni della Regione servono al pool di banche per sciogliere le riserve e partire con il mutuo finale. Quindi i soldi ci sono. Mancavano però altre cose. Intanto il progetto, come tutti sanno, voluto da Fuksas non era esecutivo. E allora abbiamo ingaggiato un importante studio fiorentino, Il RPA (Rossi Prodi associati) perchè quel progetto esecutivo lo sia. Ma abbiamo ingaggiato anche un geologo.
«C’era poi da definire chi riprenderà i lavori. Su questo andremo a trattare con Cmsa, per vedere se potranno far ripartire il cantiere oppure se dovremmo fare una nuova gara. Che, comunque, non ci comporterà tempi eterni. Prima di parlare con la cooperativa abbiamo chiesto un parere al più importante studio legale amministrativista della Toscana, quello del professor Morbidelli. Per capire se si può ripartire o meno con loro. Io credo che se riusciamo a fare avviare i lavori entro settembre, l’estate 2015 vedrà la piscina aperta. Certo parliamo di una cantiere che è rimasto bloccato per 25 mesi, con tutto quello che importa».
Sassoli ricorda di avere commissionato «già uno studio per come lanciarla e dovremo anche studiare se gestirla in proprio o passarla ai privati».
Da come si esprime Sassoli le Leopoldine dovrebbero quindi ripartire. Del resto questo manager aretino è stato mandato dal presidente Enrico Rossi per vedere di rilanciare l’industria termale.
Risparmi . «La piscina serve ma servono anche interventi sul bilancio. Al momento su un fatturato di 6 milioni di euro, se ne perdeva 2 . E allora abbiamo deciso di fare leva su un aumento di entrate, ma anche sui tagli. Quest’anno contiamo di vedere crescere il fatturato di un 5-6%. Queste le previsioni e gli inizi sono buoni».
Ma avete anche fortemente tagliato sul personale.
«Non esistevano alternative. Oggi gli impiegati che stavano nella palazzina sono stati mandati a lavorare negli stabilimenti. Così abbiamo potuto rinunciare alle assunzioni stagionali. Poi come è noto dal primo novembre partiranno i contratti di solidarietà per i 58 dipendenti fissi, su una totaledi 150 assunzioni compresi gli stagionali. Intanto per i dipendenti fissi immaginiamo anche un piano di pensionamenti. Stiamo studiando come farlo.
«Taglieremo poi sulle utenze, dalla luce al gas, tenendo aperti gli stabilimenti solo al mattino. Abbiamo stabilito con il governatore Rossi di rientrare in tre anni dal deficit di gestione».
Sassoli non nasconde che si preparerà un piano di dismissioni. «Quello che non serve va venduto. Anche se in un momento di crisi come questo si potrebbe dire che si svende, ma non importa. Quello che non rende diventa un costo e quindi bisogna lasciarlo andare».
Sull’altro fronte vedere cosa può essere utile per le terme.
«In settimana saremo a Brescia per studiare con quella società la possibilità di inserire un parco giochi dentro il parco termale. Per la Salute andremo a vedere cosa hanno in mente di fare questi imprenditori bresciani e poi decideremo se accettare o meno le loro proposte».
Finora le dismissioni degli edifici termali hanno avuto profili a dir poco discutibili. Basti pensare all’operazione delle ex lavanderie. Furono comprate dall’Asl Pistoia a tempi della direzione Scarafuggi e oggi completamente abbandonate.
Lo sanno anche le lucertole che prendono il sole a Montecatini che quella vendita-acquisto fu decisa al solo scopo di dare liquidità alle Terme. Ma se qualcuno chiede conto all’Asl perchè la struttura è lì abbandonata da anni, c’è il rischio che sulla vicenda si butti come un falco la Procura fiorentina della Corte dei Conti.
Sassoli non vuole polemizzare su vicende che appartengono al passato. Ora c’è da salvare e rilanciare il comparto termale.
«La prima volta che sono venuto alle terme ero in vacanza con mia moglie. Al di là della piacevolezza della città, ricordo che rimasi impressionato dalla bellezza e dalla magnificenza del Tettuccio. E non pensavo certo di venire qui a dare una mano per rilanciare gli stabilimenti».
Nei giorni scorsi si sono visti sulle reti in chiaro due film girati nel Tettuccio. Il mitico Oci Ciorne ma anche Milano-Palermo il ritorno, con un grande Giancarlo Giannini ed un giovane Raoul Bova.
Tornando a Giancarlo Sassoli sembra che la lunga esperienza nella Sanità (è lui che ha aperto il Versilia ed è lui che era lì la notte della strage alla stazione) lo abbia arricchito.
«In uno stretto rapporto con Firenze vogliamo rilanciare su Montecatini tutto il settore della riabilitazione. Anche quella sportiva. Al riguardo abbiamo preso contatti con il professor Giorgio Galanti, anche lui fiorentino, luminare nel suo campo per far diventare Montecatini un centro specializzato per la riabilitazione sportiva. Avere in città grandi campioni avrebbe anche un effetto sull’immagine non da poco. Noi ci proviamo».
E le categorie, come hanno preso queste iniziative?
«Al momento le trovo tiepide. Forse sarà la crisi. Chissà».
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