Il Tirreno

Montecatini

«Acqua termale negli hotel e nuovi progetti»

«Acqua termale negli hotel e nuovi progetti»

Bonvicini chiede di partecipare a un tavolo di lavoro con le categorie e attacca Chimenti (Ccn)

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MONTECATINI. «Certamente la presenza di nostri rappresentanti su Rai 3 alla trasmissione “Codice a barre” non ci ha riempito di gioia, ma purtroppo la città sta guadagnando posti nel Guinness dei primati negativi, e non per colpa di Alessio Nelli o di Amici di Montecatini». Così Andrea Bonvicini, esponente di punta dell’associazione, torna sulla trasmissione che ha rievocato i ritardi per il cantiere Leopoldine e ha provocato anche polemiche per la “pubblicità negativa”. Bonvicini prosegue riflettendo che «a questo punto ci sono due strade: mettere la testa sotto la sabbia, imitando il ristoratore Claudio Chimenti (presidente del Ccn che ieri ha polemizzato appunto sulla trasmissione, ndr), organizzatore degli squallidi spettacoli estivi con le ballerine brasiliane; mettere di fronte alle proprie responsabilità gli amministratori pubblici e chiedere risposte sulla la ripresa dei lavori alle Leopoldine, nonché collaborare con il nostro gruppo. Perché da oltre 20 anni chi viene a Montecatini non trova le offerte termali e del benessere che vorrebbe trovare. La nostra non è polemica, ma la realtà».

E allora Bonvicini afferma che «è necessario stimolare le istituzioni a trovare soluzioni per il rilancio di tutto il comparto termale. Da anni viviamo di “acrobazie”, raccontiamo che siamo la culla del turismo sportivo, della gioventù grazie alle miss, del benessere, ma senza una piscina termale. Sappiamo che Montecatini è la città dei pullman e delle gite. E il turismo brutto scaccia quello bello. Le bancarelle in centro scacciano i bei negozi e portano spazzatura. La chiusura della piazza tutto l'anno è stata un disastro (ma Chimenti non ha mai espresso la sua opinione). Il tempo è scaduto. Non mi sento rappresentato da Chimenti, nonostante io sia membro del Ccn: apprezziamo i suoi equilibrismi per mantenere i contributi pubblici ma possiamo farne anche a meno. Siccome a noi piacciono i fatti, chiediamo ai presidenti degli albergatori, a Confesercenti, a Confcommercio, a Cna, un tavolo di lavoro per ottenere un nuovo progetto città da affiancare a quello termale. Largo alle risorse private, all'acqua termale negli alberghi con centri benessere al top. E largo all'abbattimento di dogmi del passato e a un progetto di marketing commerciale, turistico, ludico».

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