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«Pistoia ci ascolta, Montecatini no»

«Pistoia ci ascolta, Montecatini no»

Il presidente (riconfermato) Maurizio Innocenti chiede però la fine delle divisioni tra le principali categorie

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MONTECATINI. «Nel nostro gruppo c’è una reale unità tra commercianti e albergatori. Le divisioni tra le categorie devono essere superate nell’interesse di tutti». Così Maurizio Innocenti, confermato presidente provinciale della Confesercenti. Si sono infatti concluse lunedì le assemblee elettive dell’associazione, che dopo le elezioni dei nuovi presidenti territoriali (tra le più significative novità ci sono Ilaria Nardi alla guida del centro storico di Pistoia e Luigi Lavarini a capo dell’Unim a Montecatini), hanno portato alla conferma di Innocenti.

«Le assemblee elettive – ha detto il presidente – si sono svolte nel mezzo di una terribile crisi. Il nostro primo dovere è quello di essere insieme a tanti imprenditori coraggiosi che non mollano e a quelli disperati che non ce la fanno. Nel corso degli incontri è stato riconosciuto il valore delle proposte avanzate da Confesercenti per il centro storico di Pistoia (nuovi stalli di sosta, zone 30, anziché allargamento Ztl, parcheggi, sviluppo del turismo). È risultata invece più problematica la prospettiva di Montecatini. La piscina alle Leopoldine vede il cantiere ancora chiuso, il commercio rischia il collasso, con chiusure di attività storiche e di tanti negozi, le aziende alberghiere sono in difficoltà, non esiste un progetto di riqualificazione della città fondato sulla ricostruzione dell’identità. I nostri associati hanno comunque riconosciuto il valore della nostra intuizione di una reale unità tra albergatori e commercianti per uscire dalla crisi. Chi è rimasto fermo alle vecchie contrapposizioni tra queste due categorie non vede la novità costituita da Confesercenti. Tanto è vero che commercianti e albergatori hanno ambedue criticato il permanere della chiusura di piazza del Popolo a Montecatini. Resta però tra le associazioni (non per responsabilità nostra) una posizione di divisione che deve essere superata».

Presenti all’incontro di lunedì sera, nella sede pistoiese dell’associazione, anche l’assessore regionale al commercio e al turismo Cristina Scaletti, la presidente della Provincia Federica Fratoni, il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli e il sindaco di Montecatini Giuseppe Bellandi. «Con Confesercenti – ha detto Scaletti – condividiamo un obiettivo di fondo, la salvaguardia dei settori più importanti per la Toscana: cultura, commercio e turismo. Stiamo lavorando per tutelare un equilibrio tra piccola, media e grande distribuzione. Per questo abbiamo fatto ricorso alla Corte Costituzionale per contrastare una liberalizzazione senza regole degli orari dei negozi».

Bertinelli ha posto l’attenzione sull’emergenza occupazione («Deve essere coperta fino alla fine dell’anno la cassa integrazione in deroga, altrimenti c’è il rischio di una rivoluzione civile, e potrebbe accadere anche qui»), fiscalità («Insopportabilmente alta»), liberalizzazioni («Negozi sempre aperti è un’idiozia e una cattiva ideologia iperliberistica»), semplificazione della burocrazia («A Pistoia ci sono 16 luoghi diversi in cui fare un certificato, serve un’unica sede») e riqualificazione urbana («Un progetto che stiamo facendo insieme a Confesercenti»).

«In Comune – ha concluso Bellandi – c’è sempre la porta aperta. Il problema, però, è che tra le categorie ci sono troppe divisioni. Io ho comunque sempre ascoltato i vostri consigli».

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