Decide di chiudere il garden: «Tutta colpa della rotonda»
La titolare delle “Principesse” si arrende e svende tutto dopo cinque anni di lotta contro la burocrazia. Il vivaio non ha più recinzioni ed è preda dei ladri
CHIESINA UZZANESE. Non è la crisi. Non sono il calo di vendite e le tasse che stritolano qualsiasi attività commerciale. Ma è una discutibile, almeno per quanto la riguarda, opera pubblica conclusa nel giugno 2011 (dopo l'avvio dei lavori nel 2008) dalla Provincia di Pistoia. È quella rotonda sulla via Romana, tra Pescia e Chiesina, pensata per collegare via Livornese di Sopra e la Camporcioni nella futura circonvallazione sud della Valdinievole, a provocare la chiusura di un'azienda nata 20 anni fa, il garden “Le Principesse”. Perché una volta aperto il cantiere, tecnici e operai provinciali hanno pensato bene di smantellare tutte le strutture a protezione dell'impresa vivaistica: recinzione, allarme perimetrale, pali della luce.
La titolare delle Principesse, Nila Conforti,si vede ora costretta a chiudere l'azienda costata le fatiche di una vita. I cartelli che si notano dalla strada sono eloquenti: “Alt! Svendo tutto. Fine attività”. Oppure “Svendo tutto e chiudo”.
«Sono passati cinque anni da quando hanno installato il cantiere – dice Conforti – hanno tolto tutto, il muro, i pali, la rete, l'allarme, e ancora niente è stato rimesso. I ladri sono entrati più volte, mi hanno rubato la maggior parte dei bonsai. Ora io li devo portare a casa. Non posso tenere niente nel piazzale, non ho più l'impianto di irrigazione, sono alla disperazione. Nonostante le mie richieste, nessuno mi è venuto a cercare per risolvere i danni provocati da questa rotonda. Volevo fare una recinzione provvisoria ma non mi danno l'autorizzazione. Sono preda di ladri e vandali. La cosa è vergognosa». Soprattutto perché, per una volta, la crisi non c'entra.
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