Sicurezza
Boccata d’ossigeno alle imprese col taglio dell’Imu
Monsummano riduce l’aliquota dal 9,6 al 7,6 per mille Per la prima casa si aspetta di conoscere i tagli dello Stato
MONSUMMANO. Come aveva anticipato il sindaco Rinaldo Vanni il Comune monsummanese ha deciso di rivedere le aliquote Imu rispetto a quelle applicate lo scorso anno, e questo, si legge nel comunicato dell’amministrazione «in linea con le più volte sottolineate intenzioni della giunta di sostenere, sia direttamente che indirettamente, le attività produttive sul territorio, strette nella morsa di una tassazione sempre crescente e di una crisi economica e dei consumi senza precedenti».
È per questo che, al prossimo consiglio comunale (previsto per l’inizio di maggio) verrà fatta la proposta di stabilire al minimo di legge (7,6 per mille) le aliquote di imposta per gli immobili produttivi (categorie “D”, “C1” e “C3”), rispetto al 9,6 per mille pagato lo scorso anno.
Per quanto riguarda tutte le altre categorie immobiliari saranno invece mantenute le aliquote del 2012, compresa quella della casa data in uso gratuito ai figli che avrà la stessa aliquota dell’abitazione principale (il 5,5 per mille).
«Si tratta di un’operazione molto importante e significativa – spiega il sindaco Rinaldo Vanni – un ulteriore segnale di attenzione verso il mondo produttivo e del commercio che si aggiunge ai tanti altri che l'amministrazione ha messo in campo nei mesi passati. Una decisione importante che comporterà minori entrate per il bilancio per oltre 725mila euro, che andranno ad aggiungersi ai pesanti tagli imposti anche quest’anno dalla legge di stabilità».
Altre manovre invece non sono state possibili, almeno per il momento, spiega il primo cittadino: «Avremmo voluto intervenire anche sulla prima casa, abbassando di mezzo punto percentuale l’aliquota per l’abitazione principale: ma l’incertezza, ad oggi ancora pressoché totale, sugli effettivi tagli che subiremo sui trasferimenti statali, ci impone una doverosa e responsabile prudenza per consentire una dignitosa formazione del bilancio. Al contempo però abbiamo la ferma volontà di prendere l’impegno di rivedere questa aliquota se, come ci auguriamo, i tagli da parte dello Stato saranno inferiori a quelli preannunciati. La nuova normativa ci consente infatti di modificare le aliquote fino al 30 settembre, e se ci saranno le condizioni non ci tireremo indietro».
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