Il Tirreno

Montecatini

Anche in Valleriana arriva “Ecco fatto” Ma senza confronti

di Maria Salerno

Vicesindaco contestato per lo sportello multifunzioni Solo da noi la popolazione non è stata interpellata»

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PESCIA. Perché la popolazione della montagna non è stata interpellata sulla gestione di “Ecco fatto”? Il riferimento è al progetto nato dalla collaborazione di Regione e Uncem Toscana per sopperire ai tanti servizi venuti meno al territorio in questi ultimi mesi, primo fra tutti quello degli uffici postali.

«Non c’è comune in Toscana – viene fatto notare dalla Svizzera Pesciatina – in cui la popolazione residente non sia stata riunita in assemblea per individuare le esigenze del territorio, assemblee dove mettere a punto l’elenco dei servizi ritenuti più utili per quella determinata comunità». Come ha più volte evidenziato il presidente dell’Uncem Toscana Oreste Giurlani, nel corso delle presentazioni del progetto “Ecco fatto”, la sua peculiarità constiste essenzialmente nella possibilità di essere declinato in relazione alle necessità del luogo in cui il progetto va a realizzarsi. E proprio ai cittadini spetta il compito di individuare queste necessità nel corso, appunto, di un incontro al quale sono chiamati a partecipare l’amministrazione comunale e i referenti dell’Uncem. «Questo è accaduto ovunque, fuorché nelle frazioni della Valleriana – denuncia Mauro Agostini, presidente della Misericordia di San Quirico – in cui l’assessore alla montagna, nonchè vicesindaco, Oliviero Franceschi, ha gestito l'intera operazione senza nessuna preventiva consultazione della popolazione».

A nome degli abitanti della montagna lo stesso Agostini ha indirizzato al sindaco di Pescia una lettera in cui viene sottolineato il disappunto per come l’amministrazione ha gestito la faccenda. «In tutti i comuni dove questo servizio è entrato in funzione sempre si e provveduto a confrontarsi con la popolazione per capire quali e quanti servizi occorressero per quel luogo e, naturalmente, per individuare il sito più appropriato dove localizzare la sede – scrive Agostini – voglio pensare che l’assessore Franceschi abbia agito senza la dovuta consultazione di giunta visto che, conoscendola, credo che lei non sia certamente d’accordo con questo metodo di lavoro».

La missiva, lungi dal voler rappresentare una sterile protesta contiene anche una proposta. «Vengo a chiederle, a nome della popolazione della montagna – prosegue il presidente della Misericordia di San Quirico – di organizzare una apposita riunione dove si possa discutere nel merito di questo servizio che la Regione finanzierà, per attenuare i disagi che si vanno creando in molte zone dopo la chiusura di servizi indispensabili come gli uffici postale, ma anche esercizi commerciali».

Ma, a distanza di un mese, dal Comune non è ancora giunta alcuna risposta.

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