La manifestazione
Se ne è andato Alì, era il re del karatè
È morto Alifaris Esterasi, 77 anni: ha insegnato le arti marziali a generazioni di giovani della Valdinievole
MONSUMMANO. È morto lunedì intorno a mezzogiorno, sconfitto da un male incurabile che lo aveva colpito negli ultimi mesi, il maestro di karate Alifaris Esterasi, fondatore nel 1985, insieme ai figli Enrico e Patrizia, della società Karate Monsummanese, con sede nella palestra comunale di piazza Pertini.
Aveva 77 anni, lascia la moglie Marta e i due figli, anch’essi apprezzati sportivi prima e insegnanti poi.
Oggi pomeriggio, alle 15.30, nella basilica della Fontenuova in piazza Giusti, a Monsummano, si svolgeranno i funerali.
Alla cerimonia saranno presenti tutti i suoi atleti, che indosseranno il karategi in onore del loro maestro.
«È venuta a mancare una persona che ha dato tanto allo sport monsummanese, una persona vera e sincera, un grande amico. Il karate è nato e cresciuto con lui. Una grande persona con una splendida famiglia. Quando ho portato le condoglianze, mie e dell’amministrazione comunale, moglie e figli hanno confermato di voler portare avanti quello che Alifaris ha fatto nascere. Un grande gesto che merita grande rispetto. Ciao Alifaris». Si racchiude in queste parole il commento del sindaco Rinaldo Vanni pubblicato su Facebook.
Perché Esterasi è l’uomo che ha portato l’arte marziale per eccellenza in Valdinievole. Nel 1973 apre in via Biscolla, a Montecatini, la prima palestra dove si insegna questa disciplina e tiene a battesimo l’associazione Shotokan Montecatini.
Poi torna a Monsummano, sua città natale, e dà vita al Karate Monsummanese.
Infine, nel 2000, arriva anche a Larciano, dove fonda lo Shotokan Larciano in via Verdi, nel centro del paese. Ha ottenuto, nel suo percorso sportivo, la fascia di cintura nera VII° Dan, l’ultimo grado di “maestria spirituale”: quello che conduce l’allievo al di là degli aspetti puramente formali della tecnica e lo prepara alla conoscenza della “via”, un lento e misterioso cammino dell’essere verso la propria perfezione, il proprio compimento, il perfezionamento della mente e lo sviluppo di una chiara coscienza per affrontare autenticamente il mondo.
E insegnava questo Esterasi (che tutti chiamavano Alì), lo insegnerà nel ricordo, “un uomo che sorrideva sempre”, “un uomo vero dal cuore grande”, “una persona speciale”, come si legge nei commenti su Facebook.
Oggi, sicuramente, saranno in tantissimi a salutarlo, al di là degli allievi a cui ha insegnato. Un maestro di vita più che una maestro di sport.
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