Il Tirreno

Montecatini

Aprono le terme, 30% di russi in più

di Giovanna La Porta e Corrado Benzio
Aprono le terme, 30% di russi in più

Buone prospettive per il ponte del Primo Maggio, ma continua a soffrire il mercato interno: pochi gli italiani

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MONTECATINI. La Russia si conferma un mercato sul quale puntare e scommettere per il nostro territorio. Anche per il prossimo megaponte che inizia il 25 aprile, sono attesi negli stabilimenti termali tanti turisti provenienti dai paesi ex Urss. Un trend importante in un momento in cui Montecatini ha perso fascino sul mercato interno. Ma soprattutto in un momento in cui il turista italiano ha pochissimo soldi in tasca (e i motivi si conoscono un po’ tutti). «A dir la verità – puntualizza Massimo Giovanetti, direttore marketing delle nostre Terme – il movimento più tosto è previsto a partire dal 28 aprile, dato che il Primo Maggio c’è il ponte che ha una valenza più estesa e non è costruito intorno al 25 aprile, che resta solo una festività italiana».

«Comunque, dal 25 gli stabilimenti sono aperti e siamo piuttosto ottimisti. Certo, il target resta quello in prevalenza russo». Come dire che oltre gli ospiti della ex Unione Sovietica in questo momento c’è poco d’altro. Lo conferma Francesco Pucci, titolare del Grand Hotel & La Pace, l’albergo più prestigioso di Montecatini.«In questi giorni abbiamo avuto, tra gli ospiti, l’ex presidente dell’Ucraina. Devo dire che Montecatini continua a stregare i turisti stranieri. Tra l’altro, mi preme sottolineare che nel nostro albergo abbiamo registrato tante prenotazioni per soggiorni lunghi per entrambi i ponti e anche oltre». Insomma un segnale non da poco che trova conferma anche in altre voci.

Alessandra Bartolozzi, titolare dell’hotel Michelangelo e presidente di Asshotel, afferma: «Mi sono confrontata con tanti colleghi a livello associativo e vi posso assicurare che, come avevo già detto qualche giorno fa, i dati diffusi da Federalberghi non coincidono con la realtà. «In pratica, il presidente Paolo Corchia ha annunciato un disastro per i due ponti in arrivo ma, dalle nostre parti, non è affatto così. Chi ha investito nelle proprie strutture viene premiato. No voglio dire che siamo fuori dalla crisi perché sono cosciente della realtà. Ma non posso ignorare i dati previsionali, che parlano di una richiesta da parte di turisti russi individuali pari al 30% in più rispetto al 2012. Purtroppo, nel prossimo giugno registreremo un forte calo nell’individuale. Serve una svolta, sia nella mentalità che nel prodotto da proporre. Insomma, io continuo a credere fortemente nel valore di un tavolo ben strutturato, attorno al quale confrontarci e costruire il futuro della nostra città».

Intanto, di fronte a questI segnali positivi, diversi piccoli alberghi stanno lavorando per svincolare la struttura in residenziale.Recentemente, il consiglio comunale ha approvato definitivamente la variante con la quale gli hotel che sono chiusi da almeno 5 anni possono riconvertire la destinazione d’uso.E non è finita qui. Come segnalava Stefano Pucci, assessore ma anche imprenditore turistico e sportivo di primo piano, gli alberghi tradizionali di Montecatini hanno un grand eproblema. «Ci troviamo – spiega Pucci – con grandi saloni ristoranti e cucine altrettanto vaste. Ma qudesti spazi oggi non servono più. Il turista è cambiato. La pemsione completa è finita e anche la mezza sta tramontando. Al di fuori dei tradizionali periodi di stagione termale, ci troviamo di fronte ad un turista che fa solo e sempre di più b&b. Quindi dobbiamo immaginare una nuova destinazione per questi grandi spazi, perlopiù situati al piano terreno».Una di queste, segnala un albergatore, è trasformare questi grandi spazi in centri benessere. Che secondo molti tour operator sono ormai fra i servizi più richiesti».

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