Il Tirreno

Montecatini

Negoziante-coraggio denuncia gli usurai: dentro tre campani

di Corrado Benzio
Negoziante-coraggio denuncia gli usurai: dentro tre campani

Imprenditore pesciatino era arrivato a pagare anche il 1800% di quanto ricevuto in prestito Uno dei componenti della banda è un commerciante di Chiesina, collega della vittima

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MONTECATINI. La Finanza lo sottolinea. Sono pochi i commercianti (e gli imprenditori in genere) che denunciano gli usurai. In questo momento di gravissima crisi economica, con le banche che non hanno più soldi, il prestito a strozzo è un pilastro quasi portante della piccola economia della Valdinievole. Ma raramente qualcuno si presenta per raccontare tutto .

Il signor Mario (nome di fantasia, naturalmente) , commerciante di Pescia, lo ha fatto. E ha fatto arrestare i tre usurai che erano arrivati a chiedergli qualcosa come il 1800% sulle cifre prestategli. Insomma ogni euro ne doveva restituire 18.

E se non lo faceva partivano le minacce, ma anche le carezze. Come spiega la stessa Finanza, c’era il cattivo, ma c’era anche il cosiddetto buono. Che al signor Mario si era presentato solo come intermediario, ma faceva parte a pieno titolo della banda. E questo ripeteva al commerciante. «Stai tranquillo, parlo io con lui. Intanto te paga».

E Mario pagava, pagava, pagava. Non vedeva mai la fine di quel tunnel nel quale si era infilato.

A garanzia dei prestiti, lui firmava assegni su assegni, perchè il conto in banca continuava ad averlo.

A finire in carcere (uno è in realtà ai domicliari) tre persone. In realtà già rinchiuso a Solliciano c’è Carmelo Iacono, 53 anni, origini campane, ma residenza a Chiesina. Gli altri due, di cui la Procura ha fornito solo le iniziali, sono C.M.A., 57 anni, anche lui campano ma residente a Pescia e F.V., 53 anni, anche lui campano, residente a Chiesina.

Quest’ultimo ufficialmente è commerciante. Ed è lui che ha fatto da primo contatto per il signor Mario, vantando amicizie in quel mondo torbido dei prestiti ad usura.

Il trio, va subito detto, era in stretto contatto con criminalità comune, ma soprattutto criminalità organizzata. Dalle intercettazioni è venuto fuori anche il progetto di una rapina ad un portavalori .

Il signor Mario denuncia tutto a ottobre 2012. A dicembre viene arrestato Iacono, che era in fuga dopo essere stato arrestato in seguito ad un’altra indagine per usura.

Ai soggetti, dopo essere stati portati in carcere, sono state perquisite le abitazioni. Qui hanno trovato soldi, quadri, orologi, preziosi e an che cambiali firmate per un totale di 70mila euro.

Tutto i materiale raccolto è in corso di esame per capire se è frutto – ma è difficile immaginarlo diversamente – di altre estorsioni o più facilmente di altri tentativi di usura.

Per questo motivo la Guardia di Finanza fa un appello a tutte le vittime di usurai, di farsi avanti e denunciare quanto gli sta succedendo.

Come si legge nel comunicato firmato dal Procuratore della Repubblica Giuseppe Grieco «Il successo dell’operazione Prime Luci trova la sua fonte di innesco proprio nel coraggio dimostrato da un imprenditore vittima dell’usura».

Da qui l’appello del magistrato che segnala come «Procura e Guardia di Finanza accolgono con particolare sensibilità la collaborazione delle vittime».

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