Il dolore
La sfiducia alla giunta balla per un voto
Sarà determinante l’atteggiamento dell’ex sindaco Abenante, che non ha firmato la mozione
PESCIA. La data decisiva dovrebbe essere quella di lunedì 29, indicata (ufficiosamente), per il prossimo consiglio comunale. Consiglio nel quale sarà discussa (e probabilmente respinta, per parità di voti) la mozione di sfiducia presentata dall’opposizione. Un documento che, oltre all’obiettivo diretto (appunto sfiduciare la giunta Marchi), ne aveva anche uno indiretto, ossia quello di “misurare la febbre” alla ribellione interna alla (ex?) maggioranza. In pratica si cercava anche di valutare la reale portata della rottura tra Fli e l’amministrazione. Ebbene, sotto questo profilo la risposta di Fli è stata chiarissima: i due consiglieri non hanno avuto alcuna esitazione a sottoscrivere il documento, insieme al resto dell’opposizione di centrosinistra e al consigliere del gruppo misto (proprio un ex Fli) Ardis. A questo punto, a rigor di logica, i giochi dovrebbero essere fatti: l’opposizione contava 9 voti, la maggioranza 11 più quello del sindaco. Spostando due voti dalla casella maggioranza a quella opposizioni il risultato diventa 11 voti a 10 a favore della sfiducia. Ma qui occorre cambiare il tempo del verbo, sostituendo quel presente con il condizionale: il risultato “diventerebbe” 11 a 10. Sì, perché la mozione non è stata sottoscritta da tutta l’opposizione. All’appello manca una firma pesante, quella dell’ex sindaco ed ex esponente del Pd Antonio Abenante. Che, stando alle indiscrezioni, nonostante le sollecitazioni si sarebbe rifiutato di firmare. E il “gran rifiuto” si ripeterà, evidentemente, anche in occasione del consiglio comunale. Difficile pensare, in caso di sua partecipazione al consiglio, a un voto di bocciatura della giunta Marchi. Intanto però, questa non adesione alla mozione riapre la polemica innescatasi dopo l’ultimo consiglio, quando proprio l’assenza dell’ex sindaco si rivelò determinante a evitare la bocciatura dell’amministrazione su una mozione della minoranza. Un’assenza che da molti fu letta come non casuale.
Quindi l’ipotesi è quella di un voto che si chiuderà 10 a 10 e, come succede in caso di parità, a vincere sarà il no (e cioè niente sfiducia). Ma, nel corso della stessa serata, ci sarà anche il voto sul bilancio, e anche qui l’eventuale parità vorrebbe dire no (all’approvazione del documento finanziario).Comunque anche in questa circostanza l’amministrazione non pare correre rischi. Vuoi perché sul bilancio il voto contrario di Fli non è scontato, vuoi perché ci sarebbe comunque tempo per riproporlo. Intanto anche da Pd arriva una decisa presa di posizione, che sembra indirizzata proprio al suo ex sindaco: «È finito il tempo di tatticismi politici e di ambiguità, è il momento di fare definitiva chiarezza. Ogni forza politica e ogni singolo consigliere si assumerà così la propria responsabilità di fronte alla cittadinanza».
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