Sicurezza
Tia ai morti, prime ammissioni
Publiambiente ammette gli sbagli ma li attribuisce all’anagrafe non aggiornata a Monsummano
MONSUMMANO. L’anagrafe è ferma al 31 dicembre 2011. Tutto quello che è successo nel 2012, quindi, non lo sa nessuno. A parte i diretti interessati. E poi il nuovo sistema informatico acquistato dal Comune che, inevitabilmente, ha bisogno di tempo per entrare a regime. È servita la diretta televisiva per fare un po’ di chiarezza sul caos bollette dei rifiuti, la questione che ha interessato centinaia di residenti nelle scorse settimane. È stata la responsabile della comunicazione di Publiambiente, Linda Mori, a dare qualche spiegazione ai cittadini colpiti dalle cifre pazze (e sbagliate) della Tia, la tariffa igiene ambientale, alle prese con errori sullo stato familiare e vecchi saldi dell’anno 2011. La trasmissione di Rai 1 UnoMattina “Storie Vere”.
Incalzata da Daniela e Illuminata, e dal presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti, la rappresentante di Publiambiente è riuscita a spiegare la sua versione dei fatti.
«Noi aggiorniamo la banca dati con il contemporaneo aggiornamento dell’anagrafica da parte del Comune –ha detto Mori- e le variazioni successive al 31 dicembre 2011 non ci sono state inviate. Probabilmente è stato un difetto di comunicazione a provocare tutto, unito a un problema gestionale e organizzativo».
Questa la presunta fonte del problema (manca una nota ufficiale di Publiambiente e del Comune sulle cause), arrivata dopo che due cittadine avevano illustrato la loro situazione. «Nel mese di marzo –ha detto Daniela- ci hanno spedito la bolletta da pagare per mio padre, che però è morto nel 2012. In più, questa bolletta era riferita a due persone, compresa la badante, ma io avevo già comunicato che lei non c’era più dal 2011. Poi l’ulteriore sbaglio su mio figlio, che ha da poco preso la residenza dove stava mio padre. A lui è arrivata una Tia riferita a tre persone e questo è assurdo visto che abbiamo certificato come il suo stato familiare sia di persona celibe e single».
«Io parlo per conto di mia figlia –ha aggiunto Illuminata- Lei stava con una sua amica in un’abitazione e pagava una bolletta riferita a due persone. Nel settembre 2011 sono andata a comunicare a Publiambiente che una di loro aveva cambiato casa. L’addetta, assicurandomi che dal marzo 2012 la modifica veniva attivata, non ha inserito i nuovi dati nel computer, dicendomi che non poteva farlo. Dal quel momento, sia a mia figlia sia alla sua amica arrivano due bollette diverse riferite entrambe a due persone. Quindi: prima pagavano in due, ora pagano in quattro, ma tutte e due le giovani sono da sole, e dovrebbero pagare per una sola persona».
È la confusione che regna sovrana. E questi sono soltanto due singoli casi riscontrati. C’è da dire che Publiambiente ha già annullato una settantina di bollette ritenute effettivamente sbagliate dopo che il sindaco Rinaldo Vanni si era rivolto all’azienda con una lettera dalle parole forti. Ancora, però, ed è passato un mesetto, non si erano ben intese le reali cause del caos venuto a galla. Ora le prime ammissioni, ma manca sempre una nota ufficiale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
