Il Tirreno

Montecatini

La città si trasformi in un grande outlet

di Paolo Lombardi
La città si trasformi in un grande outlet

È la proposta del nuovo presidente di Confesercenti che boccia la presenza di Miss Italia: si faccia ma con soldi privati

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MONTECATINI. Sistema decisionale nell’associazione più “democratico” (anche ricorrendo alle nuove tecnologie per coinvolgere il maggior numero di associati), un fronte unito e compatto tra commercianti e albergatori (per una maggiore forza “contrattuale” nei confronti dell’amministrazione), un portale dedicato agli eventi del territorio costantemente aggiornato, “lotta dura” all’area pedonale (non in linea di principio, ma in questo contesto) e qualche ripensamento anche su Miss Italia.

E’ presidente dell’Unim/Confesercenti solo da qualche giorno, ma è già un vulcano di idee Luigi Lavarini.

Classe 1955, Lavarini è sposato e ha due figli maschi, medico negli ospedali di Pistoia e Pescia e titolare, dal 1990 (prima era stato ceduto in gestione esterna), del cinema teatro Imperiale.

Lavarini, raccoglie un’eredità pesante: chi l’ha preceduta alla guida dell’Unim, Luciano Masini, è sempre stato in prima linea nelle battaglie dei commercianti.

«Me ne rendo perfettamente conto, ma con Masini negli ultimi anni ho condiviso tante idee e iniziative. Ho sempre partecipato alla vita associativa e più volte sono stato al suo fianco negli incontri in Comune per difendere le nostre idee».Quindi entra in corsa avendo già fatto un buon “rodaggio”: quali sono, allora, le priorità sulle quali intende intervenire? La situazione del commercio non è rosea in città. Giusto ieri ha chiuso un altro bar.

«E’ doveroso fare una premessa. La mia nomina è ancora fresca e tutto si è svolto in maniera veloce. Mi devo ancora confrontare con il nuovo consiglio direttivo e quindi ciò che dirò d’ora in avanti è solo frutto di idee personali che sottoporrò agli altri membri e dai quali ascolterò le proposte. La prima regola che vorrò portare nell’associazione, infatti, è quella di cercare la maggior condivisione interna possibile».

Facile a dirsi, ma i soci dell’Unim sono oltre 500 (tra Montecatini, Pieve a Nievole e Massa Cozzile): come fare ad ascoltarli tutti?

«Quello che ho in mente non è andare a cercarli negozio per negozio, né convocare di continuo assemblee, alle quali alla fine verrebbero in pochi. Ma si potrebbe per esempio creare un blog nel sito della Confesercenti, oppure un gruppo su Facebook, dove cercare di fare una sintesi delle varie istanze».

E con le altre associazioni, anche quelle “concorrenti”, come si pone?

«Sarebbe necessaria un’unità di vedute, sia con i commercianti che con gli albergatori. Finora siamo andati in Comune ognuno con una sua idea e l’amministrazione ha avuto buon gioco nel fare leva su queste divisioni. D’ora in avanti, prima dovremmo elaborare un progetto condiviso e poi portarlo all’attenzione della politica, evitando che questa possa trovare accordi su singoli temi con singole associazioni«.

A Montecatini c’è un Centro commerciale naturale che, a detta di molti addetti ai lavori, funziona.«E con il quale sicuramente ci confronteremo. Ho letto che quest’anno vuole “spalmare” gli eventi nel tempo e in diverse aree della città: per noi è questa la strada giusta. E al presidente del Ccn darò anche alcuni suggerimenti, come per esempio trasformare periodicamente la città, per un giorno, in una sorta di outlet. O comunque qualsiasi idea che possa portare la gente nei negozi e non solo, come fanno gli eventi, nei pubblici esercizi». Un tema “caldo” in città è rappresentato dalle aree pedonali…

«La crisi sta sovrastando la città e le zone pedonali non fanno che aggravare la situazione. Personalmente non sono contrario a priori alla Ztl e all’isola pedonale, ma prima servono parcheggi idonei e ben segnalati, la possibilità di arrivare in centro a piedi in sicurezza dopo aver parcheggiato anche lontano, una viabilità più fluida, l’arredo urbano. La città deve prima avere un assetto per il quale la gente possa tornare a dire di voler venire a Montecatini a fare shopping».

Abbiamo letto che Confesercenti, per combattere il problema dei fondi commerciali sfitti, propone un tipo di contratto a canone revisionabile che sia remunerativo per il proprietario e sostenibile per il conduttore. C’è poi il caso clamoroso del bar Biondi una ferita in ferta al cuore della città. Si parla, senza smentita da parte di nessuno, di un canone mensile da 13 mila euro e forse più. Intanto di vetrine vuote se ne vedono sempre di più

«E’ vero, eppure ci sarebbe il modo per renderli almeno un po’ più decorosi. Per esempio obbligando i proprietari a tenere le luci accese e coinvolgendo gli studenti degli istituti d’arte nel dipingere i vetri o le saracinesche».

Altro tema spinoso: Miss Italia. Conviene mantenerla, oppure è un prodotto che non aiuta l’incoming in Valdinievole. La discussione a Montecatini è forte anche se il sindaco Bellandi con pervicacia continua a difendere la scelta fatta ormai tre anni fa.

«Onestamente è un evento che nei primi due anni di trasmissione ha portato poco al nostro territorio – Lavarini è molto diretto nella sua analisi – la gente non viene certo a Montecatini Terme perché ha visto Miss Italia in tv, dove peraltro gli spot passavano a tarda ora. Forse qualche giovamento ne hanno tratto i bar e qualche albergo coinvolto nell’operazione, ma in definitiva la manifestazione dovrebbe diventare un evento completamente privato, senza che si faccia alcun ricorso al denaro pubblico per organizzarlo.

«E i soldi risparmiati impiegarli nella realizzazione di un portale, quotidianamente aggiornato, nel quale far confluire tutti gli eventi del territorio».

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