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Orrore a Boston «Un’esplosione violentissima»

Orrore a Boston «Un’esplosione violentissima»

Paolo Rossi, podista e titolare del ristorante Atman di Pescia racconta il panico scatenatosi sulla linea del traguardo

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PESCIA. «Ero arrivato a circa cinquanta metri dal traguardo quando ho sentito questa violentissima esplosione. Ero con mia figlia che aveva superato le transenne per fare l’ultimo tratto di corsa con me. Siamo rimasti gelati, pietrificati».

Chi parla è Paolo Rossi, 48 anni, di Pescia, titolare del noto ristorante Atman ma divorato anche da una grande passione per il podismo che ieri lo aveva portato a Boston per la maratona trasformatasi in un inferno. La sua voce ai microfoni di SkyTg24 è il racconto terrificante di un giorno di festa trasformatosi improvvisamente in una tragedia.

«La violenza dell’esplosione – continua a raccontare Paolo Rossi – è stata veramente terrificante. Ci siamo voltati, abbiamo cercato di tornare indietro, ma in quel momento è esplosa un’altra bomba».

Sono stati momenti terribili per Paolo Rossi e la figlia, intrappolati tra atleti spaventati, transenne travolte, persone del pubblico terrorizzate, mentre il fumo iniziava ad alzarsi nel cielo limpido di Boston.

Momenti terribili che Paolo Rossi racconta dall’albergo dove è riuscito a tornare sano e salvo e da dove ha mandato un sms agli amici pistoiesi, ai ragazzi del suo gruppo sportivo, i “Run...dagi”, che sul forum seguivano affranti, minuto dopo minuto, le terribili notizie in arrivo dagli Stati Uniti.

«Sì, qui stiamo tutti bene, siamo una cinquantina in tutti, tra atleti e accompagnatori, stiamo tutti bene. Gli atleti non hanno avuto problemi, perché le bombe non erano sul tracciato, a quello che ho potuto capire. Ma certo siamo tutti sconvolti per quello che è successo. Io sto piangendo da ore, non riesco a fermarmi. È stato terribile. E pensare che era stata una festa veramente bella, una corsa in un giorno ideale, anche come clima. E poi la gente, 42 chilometri di folla. Quando sono arrivato al traguardo ero felicissimo...»

Paolo Rossi era a Boston insieme alla figlia, che ha corso con lui le ultime decine di metri della maratona, e con la moglie. Facevano parte del gruppo che fa riferimento al notissimo preparatore atletico Fulvio Massini.

Nel sito dei Run...Dagi c’è la scheda tecnica di Paolo Rossi. Soprannome Jean Paul (tutti gli atleti del gruppo sportivo hanno un nomignolo), lui spiega di aver iniziato a correre per la Maratona di New York, che era un sogno per lui.

Grande apprensione anche al ristorante Atman, dove la notizia delle bombe di Boston venivano seguite con il fiato sospeso. Poi è stato lui stesso a telefonare e a scambiare qualche parola con lo chef Igles Corelli, ad assicurargli che andava tutto bene.

Servizi alle pagine 4 e 5

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